“Il 31 agosto – data in cui cesserà la possibilità di ricorrere allo smart working in modalità semplificata – si avvicina e la questione del lavoro agile resta spesso un’incognita per molte PA italiane. L’ultimo Protocollo firmato il 30 giugno dalle parti sociali ha, di fatto, ribadito il carattere emergenziale del lavoro agile fino al mese di settembre, quando il lavoro da remoto non potrà essere accordato se non in presenza di accordi individuali con i lavoratori.
Sul tema, Gualtieri e la sua maggioranza sembrano avere ancora le idee poco chiare, dopo mesi in cui l’Amministrazione dem avrebbe dovuto e potuto fare di più.
Un atteggiamento che rischia di vanificare l’enorme sforzo profuso in precedenza dalla Giunta Raggi che, seppur in un contesto emergenziale, aveva posto le basi per uno smart working più strutturato destinando tra l’altro importanti risorse alle infrastrutture legate alle attività lavorative svolte da remoto.
Il Campidoglio non può e, soprattutto, non deve privarsi di uno strumento di organizzazione del lavoro così innovativo e importante ai fini di una completa modernizzazione degli apparati amministrativi e delle modalità lavorative che li contraddistinguono.
L’auspicio è che il dialogo tra le parti sociali prosegua in maniera responsabile e proficua e che Gualtieri ascolti maggiormente le istanze delle organizzazioni sindacali con cui Roma Capitale sta interloquendo sul tema.
La nostra Amministrazione non può permettersi di restare spettatrice passiva di un processo di innovazione che sta investendo l’intero comparto lavorativo, sia pubblico che privato, e che appare imprescindibile per un’Amministrazione che si evolve”.

Lo dichiara, in una nota, il capogruppo della Lista Raggi Ecologia e Innovazione Antonio De Santis.

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