Lavoratori civili della Difesa: il 30 maggio la protesta nazionale. Le categorie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa annunciano il presidio unitario in Piazza San Bernardo (nei pressi di Palazzo Esercito) in via XX Settembre, dalle 10 alle 13, nell’ambito della giornata di mobilitazione che vedrà presidi presso i maggiori Enti della Difesa e sotto le Prefetture in tutto il Paese. E si aggiungono alle federazioni nazionali nel dire “Basta con le promesse non mantenute, testimonieremo il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dal Ministro Trenta verso il personale civile della Difesa”, In vista della manifestazione nazionale di sabato 8 giugno a Roma per ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’, le lavoratrici e i lavoratori, già in stato di agitazione, alzano il livello della protesta.

A un anno dall’insediamento del vertice politico, per i sindacati “non una delle criticità discusse con il ministro Trenta è stata risolta”. Nello specifico, le questioni aperte vanno dal “superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012 a un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021; dal recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della Difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni, allo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile”. Mancano inoltre “la definizione della parte normativa del CCNI, il legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni, la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili della Difesa, la risoluzione di problemi legati alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la Pa”.

 

Per i sindacati l’attesa è finita, dal Ministro Trenta solo vuote dichiarazioni di disponibilità. “È tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal ruolo istituzionale di fronte ai propri 27 mila dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”.

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