“La sanità della Regione Lazio corre a grandi balzi verso il collasso ma il presidente Zingaretti e l’assessore D’Amato si sono rifiutati di incontrare gli operatori sanitari, gli infermieri, gli OSS e gli ausiliari che stamattina hanno manifestato sotto la Regione. La manifestazione è stata organizzata dall’USB e da altre sigle del sindacalismo di base, da associazioni di cittadini e forze politiche”. Lo comunica in una nota USB – Federazione di Roma.

“Nell’incontro con il vicecapo di gabinetto della Presidenza, è emerso che manca al governo della Regione il quadro chiaro e trasparente di quanto sta realmente accadendo negli ospedali del Lazio – spiega il sindacato -. L’unica questione che sembra interessare alla Regione è quella di fra quadrare i conti, senza alcuna capacità di intervento reale.

Un gruppo di infermieri del Pronto Soccorso del San Camillo, per esempio, sulla scia delle denunce dell’USB dei giorni scorsi, ha inviato alla direzione generale una lettera che denuncia le condizioni di lavoro nell’ospedale e il problema della convivenza forzata di pazienti Covid e non, con l’inevitabile conseguenza di favorire la diffusione del contagio.

L’unica buona notizia è la riattivazione delle USCA, le unità di medici che si recano direttamente nelle case dei pazienti Covid, che è arrivata oggi dopo mesi di mobilitazioni e le tante denunce piovute alla regione da più parti. Dimostrazione, purtroppo tardiva, che chi opera nel settore ha le competenze e la capacità di trovare le soluzioni giuste per affrontare una situazione sempre più drammatica, cosa che invece sembra mancare a chi ha la responsabilità di governo della sanità.

È grave che il presidente Zingaretti e l’assessore D’Amato si siano sottratti al confronto anche in forma telematica. Quanto pensano di poter continuare a sottrarsi alle loro responsabilità?

Nei prossimi giorni USB annuncia perciò nuove iniziative di protesta davanti  alla Regione e agli ospedali del Lazio.

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