“L’apertura della Commissione Europea all’ipotesi di stabilire un ‘price cap’, ossia un tetto comune al prezzo del gas, va nella direzione giusta e rappresenta un segnale significativo per il nostro Paese. I rincari hanno raggiunto livelli ormai insostenibili ed è inammissibile che a pagare le spese siano lavoratori ed imprese. Ribadiamo, pertanto, la necessità di un intervento strutturale di riforma del mercato dell’elettricità e misure ad hoc volte a contrastare tali aumenti, che rischiano di colpire il tessuto produttivo con ripercussioni drammatiche sotto il profilo economico ed occupazionale. A tal proposito, come sindacato UGL, rivolgiamo alle forze politiche un appello alla responsabilità. Non è il momento delle polemiche sterili e dei pregiudizi ideologici, occorre intervenire prontamente per affrontare l’emergenza, a tutela degli interessi nazionali e della coesione sociale. Al contempo, servono risorse senza precedenti a sostegno di un piano energetico che preveda l’incremento dell’estrazione di gas dai mari del territorio italiano, la ricerca e l’utilizzo di fonti alternative come il nucleare di nuova generazione e nuovi investimenti nelle energie rinnovabili”.
Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito alla proposta di stabilire un ‘price cup’ contro il caro energia.

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