“Ho detto che la candidatura di Calenda sarebbe una manna dal cielo per Roma e lo ripeto: da anni vivo per lavoro gran parte della settimana in quella che davvero è la città più bella del mondo e l’ho vista andare sempre più giù: le strade, i rifiuti, l’abbandono del verde pubblico, le periferie allo sbando. Una cosa che fa male, a chi è romano e a chi abita o ama questa città. Per rialzarsi Roma ha bisogno di una cosa semplice, ma non scontata di questi tempi: la competenza che deriva dall’esperienza e dalla capacità di amministrare. Penso solo alle opportunità di spesa che abbiamo con i fondi europei e, di contro, una sindaca espressione di un immobilismo che è arrivato a perdere la chance delle Olimpiadi. Lascio che Carlo Calenda rifletta, ma so che è la persona giusta. Spero davvero che si decida e che sia sostenuto senza se e senza ma dal Pd: sarebbe un errore dividersi su una candidatura così autorevole”, lo ha detto il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone in una intervista ad Affaritaliani.
“Roma va sganciata da logiche nazionali: non è in gioco l’alleanza di governo, ma il destino della Capitale. Lo penso anche per Torino, Milano, Napoli e l’ho pensato per le passate elezioni regionali ed amministrative. Dire a Calenda di diventare un signorsì del governo come condizione per la candidatura vorrebbe dire sbagliare tutto. Calenda, se candidato, deve essere se stesso e parlare soltanto di tre cose: Roma, Roma, Roma”, conclude  Faraone.

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