E’ partita ufficialmente l’era della fatturazione elettronica, ma già in questi primi giorni non mancano i problemi. ll sito per l’invio delle fatture elettroniche, infatti funziona a intermittenza e va sovente offline, con i problemi che ne conseguono per aziende e professionisti. Problemi sottolineati anche da  Marco Cuchel, presidente Associazione Nazionale Commercialisti, che ha rilasciato una lunga intervista a informazionefiscale.it.

E parte proprio dalla questione ancora aperta con il Tribunale di Roma e il problema della salvaguardia dei dati, un punto sui cui l’ANC si sta battendo sin dal 2017.

“Il giudice ha ritenuto non opportuno procedere alla sospensione adempimento alla luce del provvedimento del Garante del 20 dicembre che di fatto, pur dando ragione ad ANC dice che può partire. E infatti nelle pagine evidenzia criticità, chiede chiarimenti e ingiunge all’Agenzia di cambiare procedure, sul software e sulla modulistica. Il 15 aprile ci sarà un nuovo momento per un’altra valutazione d’impatto del sistema. Questo ci ha lasciato sconcertati, prima il sistema va messo in sicurezza e poi può partire…”

Ma per Marco Cuchel, gli interessi sulla fattura elettronica sono troppo alti e il giudice non avrebbe potuto fermarla, prima fra tutte vi è l’esigenza di cassa, con i 2 miliardi di gettito che servono per coprire la Legge di Bilancio 2019, come hanno sottolineato anche il ministro Tria e il vicepremier Salvini.

E intanto dal 1° gennaio le preoccupazioni si sono trasformate già in problemi reali:

“Nell’immediato i gravi danni e i problemi sollevati già si stanno attuando, in questi primi giorni dell’anno ci sono blocchi sul portale sul sistema, a volte offline e non si riesce a emettere fattura, già oggi c’è possibilità di emettere fattura da parte di intermediari non delegati procedure che ci lasciano perplessi, minano alla base sicurezza dati dell’intero sistema. Criticità anche per le imprese, le piccole soprattutto, un cambiamento così è epocale e il caso italiano è unico. Si poteva fare come in Portogallo: fatturazione elettronica facoltativa ma con sistema premiale.”

Le difficoltà riguardano anche la mancanza di una banda larga e la scarsa digitalizzazione delle microimprese.

Proprio in questo contesto un ruolo chiave spetta ai commercialisti e agli intermediari che spesso si sono sostituiti alle imprese e hanno dato una spinta alla digitalizzazione, ma questa volta sostituirsi sarebbe impossibile.

Fattura elettronica, rischi per i piccoli imprenditori ma anche per il futuro dei professionisti
E se da un lato la fattura sembra – secondo alcuni – la panacea di tutti i mali fiscali, dall’altro lato appare per il momento solo portatrice di conseguenze negative.

Ma dov’è la verità?

“Sempre nel mezzo: non è estremamente vantaggioso ma non possiamo definirla catastrofica.”

Afferma Marco Cuchel e continua:

“La via di mezzo sta nel fatto che ci deve essere periodo di adeguamento periodo in cui i piccoli imprenditori, i grandi sono strutturati e hanno uffici interni dedicati, il problema è far adeguare e far recepire ai piccoli imprenditori.

Gli studi professionali sono pronti, noi non abbiamo mai detto di non essere pronti. Quando sarà a regime ci saranno miglioramenti anche per gli studi, in questa fase c’è il caos, non possiamo sostituirci ai clienti ma aiutarli: andare presso l’azienda, insegnare loro il programma.

Stiamo facendo attività di informatizzazione e assistenza alle imprese molto forte, non può essere un business per i commercialisti.”

E se è vero che questo nuovo obbligo scontenta parecchi, è vero anche che alletta qualcuno.

Le software house, ad esempio.

“Già a fine 2018 hanno incassato milioni di euro. Abbiamo presentato anche una denuncia all’Antitrust per prezzi alti e per alcune criticità di alcuni sofwtare. Spesso sono di supporto a commercialisti e professionisti, ma hanno fatto grossi business, entrare nel mercato senza lasciare liberi i colleghi senza lasciare la possibilità di altra scelta non è condivisibile e noi lo abbiamo denunciato.”

Le software house nella partita della fattura elettronica hanno un ruolo chiave e Marco Cuchel sottolinea che i rischi sono alti per il futuro dei professionisti.

“La fattura elettronica può diventare pietra tombale per i professionisti: 38 mila su 118 mila svolgono il loro volume d’affari sulla consulenza fiscale, il rischio con la fattura elettronica è che questo venga assorbito da soggetti terzi.
Aruba, Amazon, e le software house potrebbero sviluppare una sorta di consulenza fiscale tributaria diretta sfruttando la piattaforma della fattura elettronica dove viaggiano miliardi di dati specifici che, se ben analizzati e profilati, contengono tutti gli elementi per consulenza fiscale.”

E conclude:

“Bisogna fare particolare attenzione a usare piattaforme più possibili indipendenti e che non abbiano interesse a entrare nelle nostre dinamiche professionali.”

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