Valeria Fedeli, senatrice del PD ed ex ministro dell’Istruzione, è intervenuta nella trasmissione “Nautilus” condotta dal direttore Gianluca Fabi e Alessio Moriggi su Cusano Italia Tv (ch. 264 dtt).

 

Riguardo le dichiarazioni di Casellati sul rientro a scuola (‘C’è un caos inspiegabile’). “Sono rimasta molto colpita da quelle parole perché quando si ricopre la seconda carica dello Stato credo che si debba sempre operare per tenere insieme le funzioni del Parlamento, più che intervenire con opinioni –ha affermato Fedeli-. La presidente Casellati ha colto un tema che sta nel dibattito pubblico, io non mi sarei espressa con quei toni, ma certamente è un tema che esiste. Dopo la chiusura delle scuole bisognava subito iniziare ad immaginare le condizioni di sicurezza per impostare la riapertura. E’ stato detto che il 14 settembre riapriranno le scuole, bisogna essere pronti a farlo in sicurezza, questa certezza va data da tutti i punti di vista. Aprire in sicurezza significa mettere in condizioni anche le scuole che non hanno degli spazi sufficienti, di creare quegli spazi attraverso dei finanziamenti. Ritengo che a questa responsabilità nei tavoli regionali e provinciali devono essere chiamati tutti i soggetti pubblici e privati per mettere a disposizione tutto quello che serve. Ci sono delle linee guida che affidano all’autonomia scolastica, ma anche ai livelli di conferenza di servizio sui territori, l’interlocuzione e la collaborazione per programmare la riapertura. Il prossimo anno scolastico sarà un anno straordinario e dobbiamo saperlo accompagnare: massimo supporto, massima attenzione, massimo riconoscimento sociale pubblico”.

 

Sulla questione degli insegnanti precari. “C’è un tema che deve restare al centro: si entra per concorso nella Pa e nelle scuole. Dobbiamo saper tenere insieme qualità del percorso formativo, capacità di misurarsi con l’insegnamento concretamente. Nello stesso tempo, l’esperienza maturata nell’insegnamento va saputa inserire e valutare, non bisogna essere escludenti. Dobbiamo far diventare ordinario un percorso di formazione che non deve cambiare a seconda del cambio di governo”.

 

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