Il Corriere di Roma apre la sua edizione odierna con l’incidente avvenuto ieri nella Capitale: “Flaminio, deraglia il tram”. Colpito da un’auto, finisce contro un palo. Tre feriti, passeggera contusa. Indagini dei vigili. Il semaforo all’incrocio «oscurato» dai rami di un albero non potato.

A pagina 2: “Flaminio, auto contro il 2 Deraglia il tram, tre feriti”. Piazza Manila, abbattuto un palo. In ospedale le due occupanti della vettura e il conducente. Passeggera contusa. Semaforo «oscurato» dalle foglie dei platani.

A pagina 3: “Binari usurati: l’8 vibra, il 19 viaggia sull’asfalto”. La Cgil: «L’incidente? Temevamo che prima o poi sarebbe successo». Rischi e disagi per utenti e autisti.

“Lo stato dei binari lì sembra buono – dicono dalla Cgil -, ma è probabile che, se fosse stato efficiente al cento per cento, sul rettilineo il mezzo non sarebbe deragliato… L’impatto deve essere stato violento, purtroppo in piazza Manila spesso le macchine non si fermano allo stop per distrazione o forse perché la segnaletica è poco visibile. Temevamo che, prima o poi, sarebbe successo».

Chi abita lungo la via dell’8 (Venezia-Casaletto) aveva denunciato un rumore insopportabile: “La marezzatura, ovvero quando il binario è usurato – spiegano ancora dalla Cgil – comporta che il piano di scivolamento non sia liscio, ma ondulato. Il risultato è che le vibrazioni aumentano, lo si percepisce chiaramente nel tratto da piazza Venezia fino a ponte Garibaldi e agli scambi”.

Gli autisti segnalano gravi disagi anche in via Prenestina, sulla quale circola il tram della linea 19: “In alcuni punti la tranvia è pressoché inesistente, in pratica si cammina sull’asfalto”.

Il quotidiano ha interpellato anche Claudio De Francesco, segretario generale Faisa Sicel: “Anche se l’incidente al Flaminio è dovuto allo scontro con un’auto, a causa dei binari molto consumati – osserva  De Francesco – il bordino anti deragliamento si assottiglia ed è un attimo. Inoltre, bisogna ricordare che un tram pesa circa 50 tonnellate e la cabina è in vetroresina, quindi anche a bassa velocità si accartoccia”.

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