“Da oltre 20 anni la FLC CGIL chiede l’internalizzazione di tutti i lavoratori che operano all’interno delle scuole dello Stato. La scuola, infatti, non è un qualunque servizio che può essere gestito spezzettando il lavoro e i lavoratori che vi operano. La scuola è un luogo di educazione e formazione del cittadino e tutti quelli che operano al suo interno devono concorrere con le diverse funzioni a realizzare una comunità in cui il bambino, l’adolescente e il ragazzo trovino il miglior ambiente di socializzazione e di apprendimento”. Lo afferma la FLC CGIL di Roma e Lazio in una nota.

“Il primo requisito perché ciò sia reso possibile è quello di garantire a tutte le lavoratrici e i lavoratori pari diritti e condizioni di lavoro – spiega il sindacato –La FLC CGIL e la FILCAMS di Roma e del Lazio hanno condotto insieme per mesi una vasta campagna di informazione e formazione di lavoratrici e lavoratori degli appalti storici e ex LSU.

Per questo riteniamo che il processo avviato di internalizzazione e stabilizzazione di chi opera negli appalti per le pulizie delle scuole, sia complicato per le diverse condizioni in cui si trovano gli interessati, ma sia una grande opportunità per le scuole e per gli stessi lavoratori.

Pertanto la procedura di internalizzazione deve essere gestita nel modo migliore.

“Nell’operazione di stabilizzazione nessun lavoratore che ha operato con continuità negli appalti deve perdere il posto o subire una diminuzione degli attuali livelli retributivi”. 

Ora che la procedura di internalizzazione è in procinto di realizzarsi è necessario garantire i diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, per questo la FLC CGIL di Roma e del Lazio condivide gli obiettivi, aderisce e sarà al fianco delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori che hanno promosso per il 19 novembreun presidio presso il MIUR, in Viale Trastevere 76, a Roma, dalle 14:30 alle 17:30″, conclude la nota. 

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