“Partite Iva, fondi perduti per 22 miliardi. Pagato il 72% delle risorse stanziate”. Così titola Il Sole 24 Ore.  Il 40% tra imprese e professionisti attivi ha chiesto e ottenuto almeno un aiuto nei due anni della pandemia. Lombardia e Lazio al top per i contributi erogati. Rush finale per i conteggi sul contributo perequativo basato sui dati di bilancio.

Degli oltre 31 miliardi di aiuti a fondo perduto stanziati dai governi Conte e Draghi, le Entrate hanno staccato bonifici e riconosciuto crediti d’imposta per 22,2 miliardi (comprendendo anche le autotutele) – si legge sul quotidiano -. Si tratta del 72% delle risorse rese disponibili con i vari decreti ristori e sostegni che hanno provato a dare ossigeno fino al 40% delle partite Iva attive.

I dati aggiornati a poco prima di Natale mostrano come le attività di sei regioni (Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna) accentrino quasi due terzi delle risorse concesse nel 2020 e nel 2021, considerando anche le erogazioni successive alle autotutele presentate per il riesame di istanze rimaste bloccate o inizialmente bocciate. In valore assoluto sono le partite Iva lombarde ad aver ricevuto di più: 4,3 miliardi nel complesso che valgono quasi un quinto dell’intera torta degli aiuti a fondo perduto contro la pandemia. Si tratta di poco meno del doppio del Lazio, in cui sono arrivati 2,2 miliardi.

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