“Forfettari, corsa alle correzioni “, titola in prima pagina Il Sole 24 Ore. Dopo la stretta.  Per le fatture ipotesi ravvedimento. Ritenute con termini ancora aperti.

A pagina 23: “Espulsi dal forfait appesi al ravvedimento sulle fatture”. Dopo la risposta del Governo si dovrebbe applicare lo Statuto. Si attende la circolare dell’Agenzia a conferma del limbo di 60 giorni.

Il quotidiano fa il punto sulla situazione: In una risposta letta mercoledì dal sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa è arrivata l’ufficializzazione che la stretta sul regime forfettario è già operativa. Il Mef ha infatti chiuso ogni spiraglio a un’applicazione posticipata della causa di esclusione sul cumulo dei redditi da lavoro oltre i 30mila euro introdotta per il regime forfettario dalla legge di Bilancio – si legge sul quotidiano -. «Le modifiche apportate al regime con la legge di Bilancio per il 2020 non impongono alcun adempimento immediato – sottolinea il ministero – atto a garantire le condizioni abilitanti per la permanenza nel regime per i soggetti che nel 2019 avevano i requisiti per fruire del forfait».

Il problema forse maggiore è il fatto che siano state emesse fatture senza Iva e, presumibilmente, non in formato telematico. Per questo errore la soluzione è il ravvedimento operoso, ma è meglio attendere la circolare che potrebbe indicare qualche forma di rimessione in termini – suggerisce Il Sole 24 Ore -. Inoltre chi ha emesso fatture in regime forfettario nel 2019, ma le incassa nel 2020 quando è fuori dal regime, non deve modificare l’Iva (che segue il momento di emissione) ma deve subire la ritenuta, collegata al momento dell”incasso. Nella dichiarazione dei redditi, poi, l’Irpef progressiva e le addizionali sostituiranno l’imposta sostitutiva del 5 o del 15%.

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