Il ministro della Funzione Pubblica Fabiana Dadone (M5S) è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla digitalizzazione della PA. “Durante il Coronavirus la digitalizzazione ci ha permesso di attuare una rivoluzione, che è quella dello smart working o del lavoro a distanza. Siamo riusciti a mettere tutti i dipendenti pubblici al lavoro da remoto e la reazione è stata buona. Ovviamente siamo dovuti intervenire con l’acquisto di strumenti informatici per sopperire alle carenze che c’erano. Bisogna continuare ad investire nel digitale. Nel dl rilancio ci sono 50 milioni per l’innovazione e la norma per gli accordi di fruizione per le banche dati, in modo che si parlino tra loro e che il cittadino non sia costretto a dare ogni volta gli stessi documenti. La pandemia ci ha messo di fronte a nodi strutturali che non erano stati risolti, come ad esempio la banda larga. Non è stato possibile inserire il tema in questo decreto, ma nel prossimo bisogna farlo assolutamente”.

Sullo smart working. “Dovremo mantenere l’esperienza dello smart working e metterla a regime. Bisogna incentrare tutto nell’ottica della funzionalità del servizio. Se la modalità del lavoro è basata sugli obiettivi il servizio sarà più funzionale. Io immagino una PA di questo tipo, con servizi digitali e che sia molto più veloce”.

Sui concorsi. “Nel dl Rilancio c’è una procedura di semplificazione a regime che riguarda tutti i concorsi gestiti dalla PA. Saranno digitalizzati e dislocati sul territorio. Prove scritte su carta non ne voglio più vedere. Ci sono poi concorsi che dovrebbero svolgere la seconda prova, per questi concorsi rimasti in sospeso stiamo lavorando ad un calendario per farli ripartire”.

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