“Dotto’,  mò che m’ha tradito?”

Dopo l’ennesimo colpo in carriera messo a segno  all’interno di uno studio medico di via Anapo, nel quartiere Trieste, M.G., siciliano, 65 anni compiuti, così si è rivolto agli agenti che lo hanno prelevato dal suo appartamento e condotto presso gli uffici del commissariato Vescovio dove, una volta accertata la sua identità,  è stato denunciato con l’accusa di furto.

I fatti risalgono al mese dell’agosto scorso. L’uomo entra in un condominio del lussuoso quartiere e dopo aver prelevato un mazzo di chiavi dalla guardiola della portineria si dirige direttamente verso l’uscio di ingresso di uno studio medico al pianterreno. Con le chiavi appena prelevate apre la porta, si introduce all’interno e una volta aperti tutti i cassetti e le ante dei mobili presenti nelle varie stanze del laboratorio,  si impossessa di  due computer portatili, di due bottiglie di vino pregiato e di una penna di un famoso marchio italiano. Messo il bottino in una borsa, si allontana dal posto come se non fosse successo nulla e fa perdere le proprie tracce. Ad inchiodarlo, dopo la denuncia sporta dai proprietari dello studio medico, le telecamere di sorveglianza a circuito chiuso installate nell’edificio. Gli investigatori del Commissariato Vescovio infatti, diretti da Manuela Rubinacci,  visionate le immagini le hanno comparate con altre in loro possesso e hanno smascherato il malvivente che, una volta messo al corrente del motivo per il quale lo stavano cercando, oltre ad aver manifestato stupore per essere stato identificato, ha tenuto ad informare i poliziotti della bontà del vino contenuto nelle bottiglie rubate; poi, confessato il furto, si è lasciato andare ad un esternazione di scoramento confessando agli agenti che forse era giunta l’ora di “andare in pensione”.

Altre due persone invece, H.B.C., rumeno di 24 anni e S.S. di anni 22, sono state bloccate nel pomeriggio di ieri dopo aver prelevato della merce da due diverse attività commerciali.

Il primo è stato arrestato dagli agenti del commissariato Vescovio all’interno del centro commerciale “Porte di Roma”, nella zona di Fidene. L’uomo, dopo essersi impossessato di un capo del valore di un centinaio di euro circa, ha staccato il dispositivo antitaccheggio dalla merce per oltrepassare le barriere senza essere scoperto ma non si è accorto di un secondo congegno applicato all’indumento. Scoperto dall’addetto alla sicurezza che ha tempestivamente avvisato il 112, lo straniero è stato definitivamente bloccato dai poliziotti che lo hanno condotto in commissariato e arrestato.

Stessa sorte per un giovane senza fissa dimora originario del Gambia che, dopo aver creato il panico all’interno di un supermercato di una famosa catena alimentare, ha aggredito gli agenti del reparto volanti intervenuti e chiunque gli capitasse a tiro. Arrestato per il furto di diversi articoli prelevati dagli scaffali dei diversi reparti, dovrà rispondere anche di lesioni a pubblico ufficiale e rapina impropria. L’uomo, infatti, dopo essere stato scoperto, per garantirsi la fuga ha aggredito due inservienti del supermercato, un uomo e una donna, procurando loro delle lesioni per le quali sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari.

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