Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio, Stefano Anastasìa, insieme al vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Emanuele Cangemi e al provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone, ha presentato nella sede del Consiglio regionale del Lazio gli sportelli per i diritti dei detenuti negli istituti penitenziari. Come ha spiegato Anastasìa, si tratta di “un progetto di integrazione tra Garante, università e associazioni qualificate, per il rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti dei detenuti”. A tal fine, nel corso dell’incontro hanno sottoscritto gli appositi protocolli d’intesa Giovanni Serges, direttore del dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre, Sergio Giovagnoli, vicepresidente di Arci solidarietà onlus di Viterbo, e Giovanni Camillo Porzio, rettore vicario dell’università di Cassino.

Il presidente Cangemi ha ringraziato Anastasìa per il lavoro svolto, ricordando “l’importanza del Garante, espressione del Consiglio regionale (che lo ha istituito con legge regionale 31/2003, ndr), e la sinergia tra istituti, cooperative, volontariato e il mondo che da sempre lavora nelle carceri”. Cangemi ha voluto anche sottolineare che “questo progetto diventerà un centro di ascolto oltre che di punto di informazione”.

Il provveditore Cantone ha voluto porre l’accento sull’importanza dell’informazione nelle carceri: “l’impegno siglato oggi è importante – ha dichiarato – perché ruota attorno alla comunicazione. Nelle carceri del Lazio c’è un problema importante di valorizzazione della comunicazione. Quando le persone di sentono dire le cose che li riguardano di terza mano, poi scoppiano i problemi, come è accaduto con i fatti dell’8 e il 9 marzo”, quando i detenuti hanno appreso della sospensione dei colloqui a causa dell’emergenza Covid senza esserne stati avvisati. Presenti anche il vicepresidente del Consiglio regionale Devid Porrello e i consiglieri regionali Alessandro Capriccioli e Paolo Ciani.

 

IL PROGETTO DEGLI SPORTELLI

“Da tempo – ha spiegato Anastasìa – negli istituti penitenziari sono presenti qualificate esperienze associative per la tutela dei diritti dei detenuti e più di recente si sono andate diffondendo cliniche legali penitenziarie che affiancano un’attività didattica sul campo, offerta agli studenti dei corsi universitari in materie giuridiche, al sostegno informativo ai detenuti. Il progetto degli sportelli per i diritti promossi dal mio ufficio vuole mettere in rete le esperienze esistenti e promuoverne dove ancora non ci sono, per estendere e qualificare il sostegno alle persone detenute nel riconoscimento dei diritti garantiti dall’ordinamento penitenziario, dalle leggi e dalle politiche regionali”.

Il progetto prevede l’attivazione di una rete di Sportelli per l’informazione e l’orientamento delle persone detenute sui loro diritti, con particolare riferimento alle tematiche di competenza del Garante, quali le condizioni di vita di vita in carcere, l’assistenza sanitaria, l’istruzione scolastica e universitaria, la formazione professionale, l’orientamento e l’inserimento lavorativo, l’accesso ai benefici e alle misure alternative alla detenzione e il sostegno al reinserimento sociale a fine pena. Con il primo bando, aperto al pubblico il 14 gennaio 2020, sono stati affidati all’università di Cassino, al Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Roma Tre e all’Arci di Viterbo rispettivamente gli sportelli che saranno attivi presso gli istituti penitenziari di Cassino, Frosinone e Paliano, Roma Regina Coeli, femminile, penale e III Casa circondariale, Civitavecchia, Rieti e Viterbo. Prossimamente saranno messi a bando gli sportelli per Latina e Velletri. A Rebibbia nuovo complesso da tempo opera uno sportello per i diritti promosso dall’associazione Antigone, già convenzionato a titolo gratuito con l’ufficio del Garante.

Gli Sportelli svolgeranno un’attività di sostegno ai detenuti che ne faranno richiesta, per la risoluzione delle problematiche individuali, attraverso un’azione di informazione e ausilio nella redazione di istanze a firma propria e comunicheranno al Garante i casi in cui sia necessario interloquire con i responsabili delle amministrazioni pubbliche e/o le autorità competenti nella risoluzione della problematica rappresentata dal detenuto. Gli sportelli dovranno comunicare tempestivamente al Garante tutte le problematiche di natura generale relative all’Istituto emerse nel corso dello svolgimento dell’attività, relazionando trimestralmente, e comunque ogni qualvolta il Garante lo richieda, sullo stato di soddisfazione dei diritti delle persone detenute nell’Istituto penitenziario.L’affidamento dello sportello avrà una durata di dodici mesi e sarà rinnovabile a seguito dell’espletamento di una nuova procedura di evidenza pubblica.

 

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