“Con l’obbligo del Green pass ci troveremo ad affrontare difficoltà di vario tipo, tra cui la mancanza di personale. La certificazione verde accentuerà questo problema perché non tutti riusciranno a provvedere all’obbligo, quindi parecchie sedi resteranno scoperte e chi avrà più problemi saranno i cittadini, non la pubblica amministrazione, che anzi risparmierà sulle spese”. A parlare ai microfoni di iNews24 è Stefano (nome di fantasia), un vigile del fuoco che pur essendo vaccinato, quindi in possesso della certificazione verde, domani, venerdì 15 ottobre, non la presenterà quando si recherà al lavoro. Il problema della mancanza di personale, racconta, “esisteva già prima. Durante la pandemia si è attenuato perché c’erano meno persone in giro e meno soccorsi tecnici. All’inizio c’è stato un interessamento da parte dell’amministrazione a migliorare i nostri luoghi di lavoro, ma poi siamo stati abbandonati e nulla è stato fatto per salvaguardarci e prevenire i contagi. Adesso si è risolto tutto nell’obbligo del green pass, che non serve a tutelarci”.

Stefano non presenterà il green pass perché “ci è stato detto che il vaccino è una scelta libera e non è obbligatorio. E in alternativa possiamo fare il tampone. Però non tutti possono permetterselo ogni 48 ore. Quindi sono contro il green pass perché da domani potremmo trovarci a dover sopperire a mancanze che sono fondamentali. Se a noi manca un autista, gli altri quattro operatori restano fermi e non possono spostarsi, causando un disservizio ai cittadini”.

Il vigile del fuoco poi, spiega il nodo dei tamponi: “Durante la prima fase della pandemia la nostra amministrazione ha provveduto a creare una squadra specializzata ad effettuare i tamponi molecolari. Ma sono fermi nella sede centrale e non sono mai stati fatti. Paradossalmente dovremmo rivolgerci a una struttura privata per un tampone che invece potremmo fare all’interno del nostro Corpo”.

Secondo Stefano non presentare il green pass è “l’unico modo per mettere in luce la criticità che viviamo. Capisco che ci sia un tempo zero per tutto, ma è probabile che da domani qualcuno di noi non potrà staccare il turno perché ci sarà qualcuno che manca”.

Nel Corpo dei Vigili del Fuoco l’aria sarebbe tesa: “Siamo un po’ amareggiati perché effettivamente con questo Dpcm siamo stati paragonati agli impiegati pubblici. Senza nulla togliere a loro, ma il nostro lavoro non è lo stesso. Noi ci troveremo a dover effettuare tamponi in situazioni particolari, come quando entriamo in servizio la sera”.

Stefano ha deciso di restare anonimo perché “lavorare spalla a spalla con chi non la pensa come te, in questo contesto sta diventando difficile”.

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