Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla minaccia di blocco dei porti per protesta contro il Green pass. “Mi pare che la dialettica sia chiusa. Nel momento in cui gli operatori portuali di Trieste si sono offerti di pagare i tamponi e neanche questa proposta è stata accettata dai lavoratori, mi sembra che sia una posizione di ricatto perché a senso unico, non c’è una trattativa. La situazione, che secondo me non è generalizzata in tutti i porti d’Italia, rischia di radicalizzarsi e di far male solo al Porto di Trieste che stava riuscendo a rilanciarsi. Mi auguro che dopo il blocco inevitabile che ci sarà domani poi questa cosa rientri, per il bene di tutti. La rivolta riguarda alcune centinaia di lavoratori che domani impediranno a tutti di entrare e uscire dal porto, ma non si tratta solo di lavoratori, sappiamo che il movimento no green pass a Trieste è molto forte. Sarebbe grave se il blocco avvenisse ad oltranza perché potrebbe generare tensione tra i lavoratori che vorrebbero andare a lavorare e quelli che glielo impediranno”.

Sugli autotrasportatori. “Il problema è grave perché ci sono moltissimi autotrasportatori dell’est che non sono vaccinati oppure sono vaccinati con lo Sputnik che non è riconosciuto. Tutta questa parte sul trasporto andava gestita in maniera totalmente diversa. Per tutto il comparto, non solo per gli stranieri, secondo me potrebbe essere una soluzione una moratoria di una settimana per capire meglio come organizzarsi e gestire la situazione. Però direi no ad un passo indietro generalizzato perché vorrebbe dire la sconfitta della decisione del governo”.

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