“Hotel, crisi nera: in città aperti solo 170 su 1.200”, titola stamattina il Corriere di Roma in prima pagina.

A pagina 5: “Hotel in crisi, aperti170 su 1.200. Le camere occupate sono il 10%”. Uno dei settori in maggiore difficoltà. I dati: la scorsa estate era pieno il 90% dei posti.  L’Eden riaprirà a settembre. La maggior parte degli alberghi romani tornerà ad aspettare clienti nel marzo del 2021.

“La maggior parte delle strutture si riaffaccerà sul mercato soltanto nel marzo 2021 — spiega Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma —. Io stesso sono proprietario di alcuni hotel e salterò tutta la stagione estiva oltre che l’autunno-inverno per provare a ripartire nella primavera prossima. Da Stati Uniti e Sud Est asiatico è difficile che vedremo arrivare turisti prima di 6-7 mesi come minimo: ne è prova la prenotazioni delle stanze per gli equipaggi delle linee aeree di questi Paesi che continua a slittare sempre più avanti. Per tornare al fatturato pre-Covid ci vorranno un paio d’anni — aggiunge il presidente di Federalberghi —. A Roma il tasso d’internazionalizzazione è pari al 70% e oggi americani e cinesi, decisivi per il turismo nella capitale, sono quasi scomparsi. Saranno stagioni caratterizzate dalla presenza di italiani e poi di visitatori “confinanti”, come francesi, austriaci e svizzeri, magari anche qualche tedesco che raggiungono l’Italia in auto”, conclude Roscioli.

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