“Occorre una programmazione adeguata da parte delle Istituzioni e l’attivazione di sinergie tra tutti gli operatori del settore per far decollare l’urbanistica nella città di Roma”. 

Così Nicolò Rebecchini, presidente ACERAssociazione Costruttori Edili di Roma, in occasione del Primo Forum SM&A, tenutosi presso la sede di Banca Finnat a Roma e intitolato “Come cambiano le città. Urbanistica negoziata e strumenti di attuazione”.

“Ci sono le condizioni per dare slancio al settore immobiliare ma manca una proposta di crescita e di sviluppo. Manca una visione complessiva e un progetto improntato alla sostenibilità – ha detto Rebecchini – Tutti devono dare il proprio contributo. Mondo della finanza, sistema delle imprese, progettazione e politica devono collaborare per ottenere dei risultati. La rigenerazione urbana produce un impatto positivo sulle città e dà grandi soddisfazioni ma il mondo politico vuole davvero farla a Roma?”.
Lorenzo Bellicini,  Direttore CRESME, ha analizzato lo scenario globale presentando i casi di città come Londra e Parigi, all’avanguardia nello sviluppo di piani di urbanizzazione attenti a digitalizzazione, sostenibilità ambientale e infrastrutture. “C’è uno spazio per un nuovo modello di trasformazione urbana. Il nostro Paese ha grandi potenzialità. Roma può essere uno dei principali nodi globali. Milano è un caso virtuoso grazie ad una corresponsabilità di tutti gli attori e una visione olistica.” 
Arturo Nattino, ad di Banca Finnat, tra i maggiori operatori di social housing in Italia, ha evidenziato la grande attrattività di Roma dal punto di vista immobiliare: “Roma vive un momento favorevole, in quanto risulta particolarmente attrattiva dal punto vista immobiliare negli ultimi anni. Osserviamo una rinnovata attenzione dei grandi investitori nazionali ed internazionali verso la città. Un’opportunità che bisogna cogliere e convegni di questo tipo favoriscono una riflessione da parte di tutti gli attori del settore”.
“L’urbanistica negoziata deve allontanarsi dalla logica duale e trovare nuovi schemi di azione” ha auspicato Tommaso Dal Bosco, Responsabile patrimonio pubblico e investimenti IFEL – Fondazione ANCI, mentre Andrea Mattioli, avvocato dello studio Frontoni Avvocati, ha sottolineato l’importanza di “conoscere il codice degli appalti e le sue implementazioni è per scongiurare il rischio di un contenzioso tra costruttore e pubblica amministrazione”.

Pierpaolo Lanzoni, partner di SM&A, ha posto l’accento sul problema dell’eccessiva dilatazione dei tempi delle procedure di pianificazione urbanistica. “L’incertezza della durata genera effetti negativi che impattano sulla fiscalità degli operatori e sulla loro possibilità di accedere a fonti di finanziamento – spiega Lanzoni, e continua –. Un imprenditore è più predisposto al pagamento di tasse in presenza di un orizzonte temporale ben definito” specie se ha necessità di ricorrere a “fonti di finanziamento proprie. È auspicabile che vengano individuati strumenti, anche normativi, che consentano un incremento dell’efficienza delle procedure urbanistiche, definendo orizzonti temporali congrui e risolvendo le criticità fiscali, ad esempio l’esonero dall’IMU per i fabbricati costruiti destinati alla rivendita”.

Alfonso Buonpensiere, partner di SM&A, ha affrontato il tema della centralità delle tempistiche nell’urbanistica negoziata. “Con il trascorrere del tempo cambiano esigenze della comunità, orientamenti politici, interlocutori, riferimenti legislativi, valutazioni economiche, attrattiva per gli investitori. Interventi legislativi non armonici e crescita degli adempimenti sono le cause principali della lentezza. Per conseguire un miglioramento dei risultati, è auspicabile una riduzione dei tempi, dei rischi e dei costi connessi con le procedure urbanistiche. Questo è possibile mediante norme quadro di riferimento a livello nazionale, continua formazione e responsabilizzazione dei funzionari pubblici, una politica urbanistica attenta ai cicli economici e ai tempi di attuazione, integrazione degli strumenti di natura urbanistica con quelli di natura fiscale”.

Francesco Matrone, managing partner di SM&A, ha chiuso il Forum evidenziando le finalità dell’iniziativa, ovvero far dialogare professionisti del settore e istituzioni sul tema, con l’obiettivo di creare una rete virtuosa che possa avere ricadute positive per lo sviluppo urbanistico della città. Inoltre, ha sottolineato il ruolo di SM&A che da oltre 50 anni è a fianco delle imprese e professionisti romani nel settore delle costruzioni.
Nicolò Rebecchini
Nicolò Rebecchini

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