“I riders sono quasi-dipendenti”. Questa è l’apertura odierna di Italia Oggi. Secondo la Corte d’appello di Torino i fattorini in bicicletta sono lavoratori autonomi, ma la busta paga deve essere equiparata a quella dei dipendenti.

Approfondimento a pagina 37: “I rider sono lavoratori autonomi”, l’altro titolo. Spettano paga e tutele dei dipendenti perché eterodiretti. Le motivazioni della sentenza della Corte d’appello di Torino sulla vicenda Foodora.

I rider – scrive Daniele Cirioli – sono lavoratori autonomi con diritto alle tutele dei dipendenti. Sono, cioè, dei co.co.co. di terza generazione, quella introdotta dalla riforma Jobs act dal 2016 (art. 2 dlgs n. 81/2015): «Tecnicamente restano “autonomi”, ma per ogni altro aspetto, e in particolare per quel che riguarda sicurezza e igiene, retribuzione diretta e differita, limiti di orario, ferie e previdenza, il rapporto è regolato allo stesso modo» dei dipendenti. È quanto si legge nella sentenza n. 26 dell’11 gennaio (si veda ItaliaOggi del giorno seguente) depositata ieri dalla corte di appello di Torino, sull’inquadramento dei fattorini in bicicletta della società Foodora. La pronuncia detta i principi per le nuove «co.co.co. etero-organizzate».

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