“La quarantena di dieci giorni costa ai lavoratori 500 euro netti”, titola stamattina Il Sole 24 Ore. Gli effetti dello stop ai fondi sull’indennità malattia per chi è costretto a casa. Il limite di 180 giorni nell’anno pone problemi per i lavoratori fragili.

Se la legge impone ai lavoratori la quarantena di 10 giorni (per i non vaccinati) o di sette giorni (per i vaccinati) impedendogli di andare a lavorare e senza accompagnare questa disposizione con il riconoscimento di un ristoro, la conseguenza è che la stessa legge li priva della retribuzione – si legge sul quotidiano economico -. L’imprenditore, infatti, non ha alcuna responsabilità economica per questo periodo, in quanto si realizza il principio dell’impossibilità sopravvenuta a ricevere la prestazione da parte del lavoratore indipendentemente dalla sua volontà. La conseguenza è che l’unico a rimetterci è il dipendente che perde una retribuzione che può arrivare fino a 461 euro netti per ciascuna quarantena, fatta salva la buona volontà da parte delle imprese di venire incontro al disagio dei lavoratori riconoscendo loro volontariamente delle somme, peraltro, soggette a contributi e Irpef. In sintesi, è questo che accade con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2021 in quanto sono finiti i soldi per riconoscere l’indennità di malattia ai lavoratori costretti a casa per la quarantena. Tutto ciò riguarda solo i lavoratori del settore privato (…)

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