“Tra l’imbarazzo generale delle istituzioni locali, lo stucchevole giochino del rimpallo delle responsabilità, l’assordante silenzio del Comune e della Provincia, nel nostro territorio rischia di consumarsi uno scempio ambientale con ricadute sulla salute dei cittadini”. Così Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana, interviene nel dibattito cittadino che si è aperto sulla possibilità che Vazia ospiti un impianto biogas.

“Rieti continua a subire scelte calate dall’alto senza un minimo di partecipazione, senza un minimo di coinvolgimento dei residenti. E così in molti sono preoccupati per le ricadute ambientali e sanitarie sul territorio, considerando che l’area di Vazia è densamente popolata, che vicino ci sono scuole e anche l’ospedale provinciale. A preoccupare è anche l’enorme volume di traffico che si creerebbe in considerazione delle tonnellate di rifiuti che il nuovo impianto potrebbe ingoiare. A regime, infatti, la struttura dovrebbe trattare circa quattro volte l’attuale produzione dei rifiuti di tutta la provincia reatina, questo accade perché è stato cancellato l’impianto di vermicultura di Poggio Fidoni e messo in linea con quello di Vazia, facile quindi immaginare che molti rifiuti arriverebbero da noi dalle altre aree della regione”.

“Non è tutto – prosegue l’esponente Uil di Rieti – tra i silenzi c’è anche quello inquietante del commissario del Consorzio industriale che potrebbe facilmente ridefinire l’utilizzo dell’area incriminata negando i permessi alla Regione, perché l’impianto ricade nell’area del consorzio. Ma questo però non sta accadendo. E cosi ai silenzi si aggiungono altri silenzi”.

“Il nuovo anno inizia con il pericolo che Rieti si trasformi nella pattumiera del Lazio – conclude il segretario Paolucci – senza che i cittadini abbiano potuto far conoscere le ragioni del no e consigliare di spostare eventualmente l’impianto in una zona più decentrata, lontano dai centri abitati, lontano dalle falde acquifere del Peschiera. Il nuovo anno inizia con le istituzioni che sembrano girare lo sguardo altrove, che cercano di gettare una cortina fumogena affinché regni il caos. Il nuovo anno inizia con l’atavico gesto delle spallucce, sempre di moda a queste latitudini, senza però predisporre pareri che sconsiglino e che facciano ravvedere la Regione sulla scellerata decisione di localizzare a Vazia un impianto di biogas. Su questa vicenda pesa anche il silenzio dei rappresentanti reatini alla Regione Lazio. Anche loro devono attivarsi affinché l’ente di via Cristoforo Colombo cambi idea ed eviti di trasformare il nostro territorio nella pattumiera della regione. Noi della Uil non abbasseremo la guardia fin quando questo progetto sarà accantonato”.

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