“Anche questa volta, il commento al disastroso incendio dell’Idroscalo di Ostia è uno solo: le istituzioni da anni erano avvertite del rischio incendi. Entrando nel merito, già da almeno tre anni segnalo il profondo degrado che interessa la Fiumara Grande, lo spazio della Riserva del Litorale Romano che affaccia su via della Martinica, via della Tortuga e via dell’Idroscalo, oltre l’area della Pineta delle Acque Rosse che affaccia su via Tancredi Chiaraluce. Tre inestimabili tesori ambientali ma  tutti accomunati da un triste destino: un forte disinteresse da parte delle varie Amministrazioni che si sono succedute in balia di discariche abusive o accampamenti abusivi. Sono numerose le PEC che personalmente ho scritto come CdQ Parco Pallotta al X Municipio e al Comune di Roma per segnalare questi frangenti, che meritavano dei seri intervento risolutivi questo inverno per evitare gli ormai puntuali incendi estivi in questi spazi. Come chiarito anche dal corpo dei Vigili del Fuoco, l’incendio dell’Idroscalo ha per l’ennesima volta scoperchiato un “Vaso di Pandora” nel territorio di Ostia Ponente: un’immensa discarica abusiva tra Tor San Michele e l’area dell’Idroscalo, con materiali plastici, baraccopoli e vernici andate in fiamme (tutto visibile sulle stories del profilo Instagram “@andrearapisarda9″). A tutto ciò, si aggiunga la morte di numerose specie arboree e probabilmente animali, ovvero le vere vittime di questo disastro causato dall’incuria umana. Come a ogni anno, sorge da chiedersi perché preferiamo parlare di Riserva Naturale del Litorale Romano a incendio avvenuto, piuttosto che intraprendere le giuste politiche per tutelare questo patrimonio naturale di tutta la cittadinanza lidense e romana”.

Così in una nota Andrea RapisardaPresidente Associazione Culturale “Il Marforio”