“Molti studenti stranieri in Italia frequentano le nostre scuole. Io non sono un politico e non conosco le implicazioni positive o negative che ci stanno accampando. Ma come cittadino sono perplesso per come si sta avviando il dibattito” sulla proposta di legge dello Ius Scholae. Sono le parole di Mauro Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma. “Sembra che in Italia, quando ci sono problemi, la tendenza è dividersi in guelfi e ghibellini: evidentemente non abbiamo mai superato la fase medievale”. 

Nelle scuole, spiega il presidente, “abbiamo centinaia di migliaia di bambini e ragazzi che frequentano le nostre scuole e che io sento italiani. Non c’è alcuna differenza con i loro coetanei (che hanno la cittadinanza ndr.).  Il nostro Paese si sta spopolando e assistiamo al decremento demografico. C’è quindi la necessità di contare questi ragazzi come cittadini. Rimango perplesso da come in entrambi gli schieramenti prevalga un’impostazione partitico-ideologica e non si valuti la cosa dal punto di vista dell’apertura formativa, che tratti il problema dal punto di vista educativo. Ai politici direi di affrontare il problema guardano al futuro senza ingabbiature ideologiche”.

Rusconi aggiunge: “Conosco bambini e ragazzi che vengono dal Bangladesh o dalla Cina, o da altri territori dell’Africa e non vedo alcuna differenza con i loro coetanei italiani. Esistono differenze dal punto di vista formativo, ma questo non ha a che fare con la nazionalità. Esistono ragazzi più bravi e meno bravi. La differenza la vedono i politici su basi ideologiche, come spesso fanno sui problemi del mondo della scuola”.

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