Nell’ambito delle attività di gestione delle Aree Protette, la Città metropolitana di Roma Capitale (CMRC) opera per migliorare costantemente la conoscenza delle diverse componenti naturali dei territori, attraverso il costante monitoraggio della fauna e della flora condotto tramite il coinvolgimento diretto del proprio personale e in collaborazione con istituzioni di ricerca.

Di recente, su tutto il territorio nazionale, è stato avviato un progetto di monitoraggio del Lupo, che assume un’importanza storica in quanto, per la prima volta, rispetto ai numerosi studi condotti nel passato, è stato messo a punto un unico protocollo standardizzato che verrà applicato dagli operatori coinvolti e appositamente formati.

“L’iniziativa, coordinata da ISPRA (organo tecnico del Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare), coinvolge vari Enti gestori di Aree protette di tutta Italia.  Anche la CMRC, con il personale tecnico e gli operatori del Servizio Aree protette e il personale della Polizia locale, partecipa al monitoraggio presso le Riserve naturali di Monte Soratte e di Monte Catillo che contribuirà a fornire i dati necessari a produrre una prima stima annuale omogenea della distribuzione e consistenza della specie, quale riferimento per un piano pluriennale di monitoraggio. 

Ai fini dello studio il territorio italiano è stato suddiviso in celle di rilevamento, nell’ambito delle quali, da dicembre a marzo, saranno raccolti segni della presenza della specie, attraverso il rilievo e l’esame di ritrovamenti o di documentati avvistamenti tramite l’impiego di foto trappole. Il protocollo prevede anche la raccolta di campioni per effettuare le indagini genetiche e rilevare la presenza di eventuali ibridi nella popolazione di Lupo locale. Una specifica App sarà utilizzata per georeferenziare i percorsi del Lupo e inviare in tempo reale i dati ad ISPRA”, spiega Paolo Ferrara, Consigliere Delegato Aree Protette CMRC

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