Antonella Polimeni, neo-Rettrice della Sapienza Università di Roma, è stata intervistata da Il Tempo. Ecco alcuni passaggi: “Abbiamo riaperto dall’11 gennaio alcuni spazi studio a disposizione dei nostri studenti: sia aule di alcune Facoltà sia, grazie alla collaborazione con DiscoLazio, i locali delle mense, al momento inutilizzate nella loro funzionalità, dislocate in via De Lollis e viale del Castro Laurenziano. Ma anche le sale lettura delle biblioteche. L’Ateneo garantisce attualmente lezioni in presenza alle matricole nella forma mista (50% in aula e 50% in collegamento) e si svolgono in presenza tirocini e laboratori”.

“È stata accolta la richiesta di una sessione straordinaria per il prossimo mese di marzo ed è stato esteso il periodo di laurea per le professioni sanitarie a giugno 2021 – continua Polimeni -. Le tasse? Il lato economico è quello su cui abbiamo maggiormente insistito per andare incontro alle esigenze di studio in tempi di crisi. È stata quindi contemplata la possibilità, per tutti coloro che non conseguono il titolo di studio entro la prevista sessione del 31 gennaio 2021, di laurearsi in via straordinaria entro il 31 marzo 2021 senza pagare i contributi di iscrizione al nuovo anno accademico, nel rispetto dei requisiti e delle scadenze dei rispettivi corsi di laurea. Per le professioni sanitarie si arriva a giugno per via dei tirocini e, di conseguenza, hanno bisogno di tempistiche più lunghe”.

“Il numero chiuso alla Facoltà di Medicina è ancora una misura applicabile? Parliamo di numero programmato (in funzione della qualità della formazione del medico), non di numero chiuso. E il problema non è, per l’appunto, il numero programmato, bensì evitare l’imbuto formativo per la scuola di specializzazione. Bisogna creare le condizioni affinché i nostri giovani laureati abbiano l’effettiva possibilità di accedere alle scuole di specializzazione. Quindi il tema è la qualità della formazione. Non servono solo aule, ma laboratori e strutture cliniche per formare buoni medici. Fondamentale è che il numero dei posti di specializzazione sia commisurato con quello dei medici che andiamo a formare. Già quest’anno sono aumentate le scuole di specializzazione, continueremo a muoverci in questa direzione”, conclude la Rettrice Polimeni.

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