“In questo momento di crisi, con l’esplosione della disoccupazione giovanile e dei NEET, dobbiamo concentrarci sulle riforme per combattere la precarietà, ovvero le riforme che servono ai ragazzi e alle ragazze italiane per entrare nel mondo del lavoro e realizzare la propria indipendenza economica. L’apprendistato è in assoluto il percorso migliore perché coniuga formazione, diritti del lavoratore e giusta progressione della retribuzione, ma ha bisogno di essere semplificato e ammodernato. Per questo oggi presentiamo questa proposta di riforma che vuole raccogliere la campagna dei Giovani Democratici di Milano contro lo sfruttamento che avviene attraverso stage e tirocini. Un’iniziativa che ha già raccolto 38mila adesioni soprattutto fra i più giovani”.

Lo dichiara la vicecapogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per una riforma dell’apprendistato, alla quale ha partecipato anche Massimo Ungaro (Iv) tra i firmatari del testo.

Quello che chiediamo – affermano Paolo Romano, segretario dei Giovani democratici di Milano, e Pietro Galeone, responsabile Lavoro dei Gd di Milano, intervenuti in conferenza – è un giusto mix di flessibilità e tutele, con la previsione di finestre di uscita cadenzate legate alla decontribuzione dei contratti, e un rafforzamento delle clausole di stabilizzazione dei contratti. La formazione deve essere potenziata nel rapporto con le università, e gli adempimenti burocratici snelliti con una piattaforma digitale gestita da Anpal insieme alle regioni. La proposta è complementare a una necessaria e indispensabile riforma dei tirocini, che oggi sono a tutti gli effetti un taglio del costo del lavoro”.

“Voglio ringraziare i tanti deputati che hanno sottoscritto questa proposta di legge – conclude Gribaudo – ma soprattutto i ragazzi che hanno raccolto un bisogno della loro generazione e hanno studiato come cambiare le cose. In un momento così complesso per il centrosinistra, credo che questo sia un esempio da seguire di come si fa politica”.

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