Il Corriere di Roma dedica il titolo principale ai dati allarmanti sul lavoro nero nella regione: “Lazio, 200 mila lavoratori in nero”, titola il quotidiano. In aumento del 9% rispetto a sei anni fa: quattro su cinque sono impiegati nel terziario. Economia. Studio Uil-Eures sulla situazione nella Regione. Nel comparto agricolo, gli occupati irregolari salgono al 66%.

A pagina 2: “Duecentomila lavoratori in nero nella regione. Allarme dei sindacati”. Studio di Uil-Eures documenta un trend in crescita: quattro su cinque impiegati nel terziario. Civica: “Politiche certe e azioni mirate per affrontare la situazione”.

“(…) La Uil ha scattato una fotografia inquietante della nostra e lancia l’allarme: sono più di 415 mila i lavoratori irregolari, un quinto di tutti gli occupati del Lazio (2,3 milioni secondo l’Istat) e il 13% del totale nazionale – si legge sul quotidiano -. Dallo studio svolto con Eures emerge come fra il 2013 e il 2017 il lavoro irregolare sia cresciuto nel Lazio del 9%, fra terziario e agricoltura, con 345 mila persone che lavorano in modo fuorilegge nel settore dei servizi, ovvero l’83% del totale. Dato choc visto che la percentuale nazionale è del 77%. In agricoltura tre braccianti su dieci non hanno un contratto (29,2%), in quello delle costruzioni si scende, ma di poco (25,5%). Si tratta quasi sempre di stranieri, dei quali non si occupa nessuno. L’analisi del dossier sforna numeri che descrivono una situazione in costante evoluzione verso il peggio: il 47% dei lavoratori scoperti dalle forze dell’ordine in tutti i settori produttivi non ha alcuna garanzia di pagamento, contributi e sicurezza. In agricoltura il fenomeno cresce al 66% e gli abusivi complessivi sono 17 mila in più rispetto al 2013 (…)”.

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