Si è svolto il 4 novembre, presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo e Nello Rosselli” di Aprilia, l’incontro con la dott.ssa Monica Sansoni, Garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) della regione Lazio. Forte della collaborazione con l’Istituto Superiore, la neoeletta Garante, ha inaugurato, proprio al Rosselli, una serie di incontri, nelle scuole della provincia di Latina. Finalizzati alla promozione del dialogo sulle fenomenologie delle varie devianze minorili, tali interventi si inseriscono nel panorama di attività incentrate sul contrasto al bullismo, al cyberbullismo ed alla violenza di genere.

Accolta dal Dirigente scolastico, Prof. Ugo Vitti, dall’organizzatrice dell’evento, Prof.ssa Sabrina Vento, e da alcune classi prime dell’Istituto, la dott.ssa Sansoni ha sottolineato la rilevanza della strategia del dialogo, quale arma per contrastare le problematiche giovanili: “Ritengo di fondamentale importanza, dare largo spazio all’ascolto dei ragazzi, cercando di instaurare con loro, un dialogo quanto più possibile empatico, per sintonizzarsi sulle emozioni più vere, positive o negative che siano”.

La prof.ssa Sabrina Vento ha valorizzato la presenza della Garante, quale punto di riferimento per il Rosselli, sia come responsabile sportello d’ascolto, sia come criminologa e criminalista forense. Gli studenti coinvolti nell’incontro, si sono mostrati molto propensi al dialogo ed hanno manifestato l’interesse ad effettuare ulteriori incontri, per approfondire gli aspetti per loro più significativi.

“Esprimiamo grande soddisfazione, per tale incontro – ha affermato in conclusione il Dirigente Ugo Vitti – e diamo tutta la nostra disponibilità, per favorire tali sinergie tra le varie istituzioni, nell’intento di creare una società civile fondata sul rispetto e la non-violenza”.

L’incontro rientrava nell’ambito di quelli programmati dalla Garante Sansoni insieme al Garante nazionale dell’Infanzia Carla Garlatti nelle scuole, primarie, secondarie e licei della provincia di Latina e Roma, per informare i ragazzi e i genitori dei rischi che corrono, a proposito del fenomeno Squid game. La serie tv di Netflix che sta spopolando in Italia, anche tra i minorenni, ha messo in allarme tutti i Garanti dell’Infanzia regionali d’Italia poiché Squid game affronta tematiche violente e sessualmente esplicite. “Il contenuto di questa serie è per adulti – aveva spiegato Monica Sansoni. Però la serie si è diffusa, come una moda, tra gli adolescenti e pre adolescenti,  nonostante la serie sia vietata ai minori di 14 anni. Quello che mi preoccupa – così ancora Sansoni – è che possa diventare un vero e proprio stile di vita tra i minori. Molti genitori non conoscono il contenuto di questa serie che di ‘giocoso’ ha poco”.

Gli incontri si svolgono in piccoli gruppi, nel rispetto delle misure Covid. Quando non è possibile in presenza, si tengono in streaming. Hanno chiesto incontri informativi sul tema Squid Game anche associazioni di volontariato, catechesi, scout e addirittura aziende farmaceutiche, per i genitori lavoratori che non possono recarsi direttamente a scuola, ha detto Sansoni. “Il nostro non è un intento bigotto di chiudere l’accesso ai contenuti web e tv – ha tenuto a precisare la Garante – ma stiamo lanciando un allarme sui pericoli che corrono gli adolescenti, che non hanno ancora gli strumenti per elaborare la violenza e la sessualità contenuta in certi programmi”. “I genitori sono liberi di far usare telefoni e pc ai loro ragazzi, ma devono sapere a cosa vanno incontro. Il nostro obiettivo da Garanti è informare le famiglie su come filtrare determinati contenuti ed evitare emulazioni pericolose. Permettere ai minori di vedere contenuti non adeguati all’età evolutiva li porta a una ‘adultizzazione precoce’ che non è idonea al sano sviluppo psicologico del ragazzo. I genitori, a volte, sottovalutano la responsabilità civile e penale che hanno nei confronti dei propri figli”, così ancora Sansoni. Anche la bambolina della serie tv è di moda. Ma non si tratta di una tenera bambola: nella serie è lei che, a sangue freddo, elimina i perdenti al gioco. “Non bisogna banalizzare il fenomeno, ma gestirlo”, ha spiegato Monica Sansoni.

Un altro tra i progetti che si sta valutando è “la formazione dei medici di pronto soccorso che spesso hanno a che fare con bambini traumatizzati, in preda ad attacchi di panico, per aver visto contenuti sensibili”, aveva aggiunto Sansoni. Dei “medici sentinella”, capaci di riconoscere i segnali di turbamento nel benessere psicofisico del bambino. Il timore della Garante dell’infanzia è infatti che al bambino si trasmetta un messaggio negativo: infatti “in alcune scuole sono stati segnalati episodi di violenza durante i classici giochi della ‘campana’ o ‘un due tre stella’. Alla fine del gioco, il bambino ha picchiato il coetaneo perdente.  Anche in provincia di Roma e Latina sono avvenuti episodi di scherno e dispetti tra i giovani, che travisano quei tradizionali giochi”. Il minore, che non ha sempre gli strumenti per distinguere finzione e realtà, rischia così di interpretare come “normale” il messaggio negativo che il perdente meriti di essere punito. Quello che il perdente debba essere “eliminato” può essere un messaggio antieducativo per i minori. “Non vogliamo lanciare falsi allarmismi, ma invitare i genitori a non sottovalutare i possibili rischi di emulazione”, ha concluso la Garante dell’Infanzia e adolescenza della Regione, ricordando i numeri da contattare in caso di emergenza: Garante Infanzia Lazio, tel. 0665937314, sito internet https://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=contenutidettaglio&id=27#.YYkeZbrSLy1 ; struttura amministrativa di supporto al Garante, numero telefonico 0665937309.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here