“Le buche di Roma ne uccidono 30 l’anno”. Così titola in prima pagina Libero, che attacca: “La giunta Raggi fa concorrenza al virus”. Voragini, radici di alberi, segnaletica sbiadita: la Capitale ha le strade più pericolose. E dire che i soldi delle multe servirebbero a riparare il manto….

A pagina 2: “Le buche sulle strade di Roma provocano 30 vittime all’anno”. Capitale groviera. Segnaletica sbiadita o assente, luce scarsa, voragini e radici di alberi ovunque. Ogni tre giorni muore una persona. Alla manutenzione si preferiscono i rattoppi.

Tiziana Lapelosa scrive: “Se non sono radici, sono buche. Se non sono buche, sono voragini. Di sera ci si mettono pureleluci sbiadite deilampioni. Mentre la segnaletica orizzontale, che indica il confine tra le corsie, l’ampiezza delle strisce pedonali, gli stop agli incroci, spesso bisogna immaginarsela tanto è erosa dal tempo. Siamo a Roma. Capitale d’Italia. Il giornalista Augusto Minzolini, che ci è caduto tre volte, ci ricorda che, in media, «per le buche muoiono 30 persone all’anno». Tragedie che gettano nello sconforto l’intera comunità e riportano alla luce uno dei problemi che la città sede del Quirinale e del Parlamento, della Storia e di chi, a pochi passi, curale anime, non riesce (o non vuole) proprio a venirne a capo. I freddi numeri della statistica ci consegnano un morto ogni 2,7giorni. L’ultimo si chiamava Daniel Guerini, promessa della Lazio la cui vita è finita sulla Palmiro Togliatti. Nell’inchiesta per omicidio stradale si indaga anche sulla condizione del manto stradale, del quale i residenti da anni lamentano, inascoltati, lo stato pietoso (…)”.

 

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