“Le Terapie intensive non chiudono”, è l’apertura domenicale del Corriere di Roma. La Regione: i mille letti dei reparti Covid negli ospedali rimangono operativi. Ieri solo due nuovi casi nella Capitale. L’assessore D’Amato tiene alta la guardia: «Siamo preoccupati, tra Roma e Milano viaggiano ogni giorno migliaia di persone».

A pagina 2: “Lazio, le terapie intensive restano sempre aperte Roma-Milano, è allerta”. La Regione ha deciso di non tagliare i mille posti e di lasciarli perle cure degli altri malati. D’Amato: “Decine di migliaia di persone viaggiano tutti i giorni tra le due metropoli”.

L’approfondimenti di Clarida Salvatori con intervista all’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Sull’incremento dei posti letti nelle terapie intensive, l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato spiega: “Abbiamo ideato e applicato un modello a fisarmonica, ovvero un sistema che acquisisce e poi restituisce in base alle necessità. Per accogliere pazienti Covid molti reparti si sono trasformati, ma ora stanno tornando alla normalità”.

Sulla possibile seconda ondata autunnale di contagi: “I tecnici e gli scienziati dicono che un altro passaggio sarà probabile – prosegue D’Amato -. La Regione è scesa in campo con l’obbligo della vaccinazione per anziani, soggetti deboli e con patologie, operatori sanitari, donatori di sangue, forze dell’ordine e bambini tra i sei mesi eisei anni. Per oltre 2 milioni e mezzo di persone cioè il vaccino antinfluenzale sarà obbligatorio e gratuito. E ci aiuterà ad evitare sovrapposizione di sintomi”.

In attesa del vaccino contro il Covid, in fase di sperimentazione anche allo Spallanzani, dove il prossimo mese inizieranno i test su soggetti sani. “Ma anche – annuncia l’assessore – in attesa di un test molecolare rapido. Ovvero di un tampone sulla saliva, che avrà tempi di lavorazione molto ridotti e che è in corso di validazione da parte delle case farmaceutiche”.

“Aspettiamo la decisione ufficiale del governo, ma il nostro obiettivo resta proteggere Roma. Finora ci siamo riusciti – conclude D’Amato -. Siamo preoccupati, pensavamo che si tenesse conto dei tassi di incidenza, ma le indiscrezioni fanno capire che il governo sta andando in direzione opposta. Dobbiamo mettere in campo un valido sistema di tracciamento perché tra Roma e Milano viaggiano decine di migliaia di persone ogni giorno”. E secondo, la riapertura delle scuole, in sicurezza, “per cui – anticipa D’Amato-stiamo pensando di estendere a 100mila tra insegnanti e personale l’indagine epidemiologica. E non escludiamo di sottoporre all’esame i bambini, ma lì il percorso è complicato per le autorizzazioni”

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