«Altro che Close the gap, come recita la nuova campagna pubblicitaria della Coop, siamo tornati a Claudette Colvin – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – arrestata il 2 marzo 1955 per aver rifiutato di rinunciare al suo posto su un autobus durante la segregazione razziale negli Stati Uniti d’America, nove mesi prima che un analogo episodio rendesse famosa Rosa Parks. Lo sfruttamento dei deboli e degli ultimi è l’atto più deprecabile che si possa compiere, se a compierlo è chi si ammanta di valori a soli fini commerciali lo è ancora di più”.

“Ma il silenzio del PD è a dir poco imbarazzante – dichiara Francesco Iacovone del Cobas Nazionale – in questi giorni ho provato a sensibilizzare tutti i livelli del partito che si era schierato al fianco di Papa Francesco contro il caporalato appena una settimana fa. Ma dopo le elezioni quei telefoni che rispondevano al primo squillo si sono fatti muti come d’incanto. E questa è la cifra della distanza della politica dai problemi materiali della gente comune: dei migranti ma anche dei lavoratori, dei disoccupati, degli studenti o dei cassaintegrati. Di chi vive fuori dalla ZTL al PD tanto cara”.

“Oggi è stata una bella giornata di lotta e di festa (foto): abbiamo festeggiato il compleanno di Leonard a San Pietro, mettendo al centro della piazza lad ignità di un giovane uomo che si è ribellato al caporalato e ascoltando le parole di Papa Francesco. Abbiamo regalato a Leonard un giaccone pesante e due sciarpe per affrontare il freddo del mattino e ci siamo sentiti sostenuti dalle parole della sala stampa e della prefettura della Santa Sede, che a Spiderman preferiscomo la carità umana”, conclude Iacovone

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