L’ex ministro della salute Giulia Grillo è intervenuta questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, riguardo il tema del coronavirus e delle misure adottate dal governo per contrastarne la diffusione.

 

“Personalmente credo che in questa fase più di raccomandazioni si dovrebbe parlare di obbligo – ha affermato Giulia Grillo –. In Cina lo hanno sconfitto solo così, hanno obbligato le persone a stare a casa permettendogli solo di andare a fare la spesa, uno per famiglia, ed hanno avuto grandi risultati. Noi non possiamo assolutamente pensare che quello che sta succedendo in Lombardia, che è la regione italiana con la maggiore offerta sanitaria, possa succedere nelle altre regioni, non c’è la possibilità di reggere questo carico. Noi abbiamo il 10% dei pazienti, sui 7300 totali, che sono in terapia intensiva e il 50% sono ricoverati. Dobbiamo scongiurare che ci siano altri focolai in altre regioni”.

 

“La migrazione di massa, dettata dal panico, mi ha fatto capire che non c’era assolutamente la percezione del pericolo. La paura non è sbagliata, la paura ti fa fare scelte razionali è il panico che ti fa fare scelte sbagliate come la migrazione di massa da Nord a Sud”.

 

“Sono circa 5000 le terapie intensive nel nostro paese, il governo sta cercando di aumentare questi posti e di assumere nuovo personale, ma questa possibilità non è infinita. E’ passata l’idea che questo virus respiratorio colpisca solo gli anziani, non è così, molti pazienti sono giovani di 20-30-50 anni. Non tutti vanno in terapia intensiva ma hanno bisogno di macchinari per respirare meglio. Il virus non guarda la carta di identità, colpisce chiunque”.

 

“Credo molto nel prossimo ma credo anche che questo non sia il momento di sperimentare quanto siamo responsabili e quanto non lo siamo. Ci sono dei momenti in cui bisogna prendere misure severe, e questo è uno di questi momenti. La benevolenza la si sperimenterà in altri momenti”.

 

“Riguardo i provvedimenti presi dal Ministro Speranza sono personalmente a favore di misure più drastiche, so che anche lui è di questo avviso ma deve essere supportato dal comitato scientifico. Capisce bene che è una misura importante quella di chiedere agli italiani di stare a casa obbligatoriamente e non per gioco, ossia rimanere a casa se si vuole oppure no. Credo che le misure debbano essere più severe, ne sono convinta. Qualcuno dirà che sono esagerata, però io credo che davanti alla salute si debba esagerare prima invece che dire dopo ‘abbiamo sbagliato’.”

 

“Sul telelavoro forse ne abbiamo solo parlato, come forza politica intendo, ma forse dovevamo insistere di più perché in una situazione come questa saremmo stati già pronti. In una società così interconessa come quella che viviamo, dire che non si può lavorare da casa suona molto strano. E’ evidente poi che ci sono lavori come quelli sanitari che non si possono fare da casa ed è ovvio.

 

“Secondo me andrebbero distribuiti alla stragrande maggioranza della popolazione, che ancora si muove, dei presidi di protezione individuale, partendo dalle mascherine e dai guanti. Resto dell’idea che non ci si debba muovere, ma se proprio lo si deve fare allora lo si faccia con le dovute attenzioni.”