“Ci siamo spesi molto per garantire i diritti dei cittadini nella complessa vicenda dei Piani di Zona. Abbiamo approvato molti atti e finora la nostra azione ha dovuto confrontarsi con molti ostacoli. Non ci siamo fermati e siamo andati avanti sempre chiedendo una cosa semplice: il rispetto delle leggi e dei patti. La volontà dell’Assessorato, sin dall’inizio, è stata quella di porre dei limiti al fenomeno dell’utilizzo distorto dello strumento dei Piani di Edilizia Economica e Popolare, tra cui il superamento dei prezzi massimi di cessione”. Lo afferma sulla sua pagina faceboom Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma.

“Il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – continua Montuori – si è mosso, su indirizzo politico chiaro sia della Commissione Urbanistica che sulla base delle evidenze emerse dal lavoro della Commissione Speciale di indagine sui Piani di Zona, spinto dall’esigenza di ripristino del contesto delle finalità pubblicistiche degli interventi di edilizia convenzionata e agevolata nell’interesse dei cittadini. Non posso che ringraziare gli uffici che hanno lavorato per questo obiettivo.

Abbiamo appreso in queste ore la decisione presa dal Tar Lazio con cui è stato disposto l’annullamento della determinazione dirigenziale sulle linee guida per la corretta individuazione dei criteri e delle modalità di determinazione dei prezzi massimi di cessione.

Non voglio qui entrare nel merito di una decisione che si basa su aspetti tecnici molto complessi. Certo è la evidente testimonianza di un sovrapporsi di regole, di rimandi e interpretazioni che rendono la norma di difficile interpretazione e quindi di incerta applicazione.

Il provvedimento annullato è nato da una attenta attività istruttoria e di approfondimento portata avanti dal Dipartimento allo scopo di chiarire un contesto di incertezza giuridico-normativo protrattosi nel tempo e che è stato terreno fertile per violazioni e speculazioni ai danni della cittadinanza.

Convinti dell’importanza della nostra azione abbiamo dato mandato di proporre appello al Consiglio di Stato contro questa decisione affinché sia valutata l’esatta portata di un atto che, nel rispetto della normativa esistente, vuole garantire il diritto alla casa e preservare l’interesse pubblico dell’Edilizia Economica e Popolare, definendo una linea di interpretazione organica ed univoca delle procedure amministrative”.

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