Carla Ruocco (M5s), presidente della Commissione bicamerale d’ inchiesta sul sistema bancario, ha parlato del ruolo delle banche ai tempi del coronavirus, in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano: “Le banche possono e devono fare di più. Solo negli ultimi giorni la macchina dei prestiti garantiti sta funzionando meglio grazie all’attività di controllo e di monitoraggio che gestiamo insieme all’help desk della Banca d’Italia. Ma ora patti chiari: il piccolo imprenditore deve avere gli stessi diritti del grande gruppo industriale. I problemi e le inadempienze delle banche sono stati segnalati, ora confidiamo nella loro collaborazione. (…) Abbiamo cambiato il decreto Liquidità estendendo da 6 a 10 anni il tempo della restituzione dei prestiti per professionisti e Pmi, che salgono da 25mila a 30mila euro, con copertura del 100% offerta dal Fondo centrale. Come si fa con i paletti che le banche mettono per ritardare le erogazioni? Le banche stanno collaborando più attivamente. Non potevano pensare che essendo enti privati non dovessero seguire le indicazioni previste dal decreto che ha un chiaro scopo: fornire nel più breve tempo possibile liquidità attraverso una procedura de-burocratizzata (…) Il caso Fca dimostra che l’aiuto è diretto sempre ai soliti noti? La strategia industriale è chiara: bisogna far arrivare liquidità a tutti, senza distinzioni. Non c’è nessun kamikaze che vuole buttare all’aria il settore dell’automotive, ma si deve vedere perché questa celerità riservata a Fca, gruppo che tra l’altro ha la sede legale nei Paesi Bassi e quella fiscale a Londra, non è stata riservata anche agli altri. Presto Sace verrà riascoltata in commissione: almeno per noi il grande gruppo va messo sullo stesso piano di tutti gli altri imprenditori”.

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