Nelle ultime settimane, sui social, sulle emittenti televisive e le testate giornalistiche, sono apparsi numerosi proclami circa lo sblocco dei concorsi nella Pubblica Amministrazione. Si parla di ringiovanire la macchina amministrativa per renderla più moderna e competitiva. Nessun accenno – si legge in una nota del sindacato Cobas –  viene fatto alla situazione di quei precari che hanno sostenuto un concorso nella PA ed attendono lo scorrimento delle graduatorie.

“Il Ministro proclama l’avvio di nuove assunzioni grazie allo sblocco dei concorsi, ma esistono dei precari che li hanno già svolti e sono in attesa di poter essere assunti – dichiara Irene Germini del sindacato Cobas – il personale supplente lavora da anni nelle scuole dell’infanzia e degli asili nido di Roma Capitale. Queste lavoratrici decennali hanno, in molti casi, affrontato contemporaneamente più procedure concorsuali, eppure non possono superare l’incubo del tempo determinato, per colpa dei limiti normativi e di bilancio vigenti che impediscono lo scorrimento delle graduatorie“-

“Il Ministro deve pensare anche a chi si trova in questa situazione di precarietà che si protrae da troppo tempo. La condizione di instabilità economica e incertezza lavorativa – prosegue la sindacalista – minano drammaticamente la vita di una persona, logorando pian piano i principi di dignità, equità e libertà ai quali la nostra Costituzione si ispira e mira. E’ urgente l’adozione di un piano di assunzioni straordinario, con regole semplificate, negli enti locali, che superi gli attuali vincoli affinché sia possibile lo scorrimento delle graduatorie. Inoltre bisognerebbe garantire un turnover fisiologico in grado di coprire annualmente i posti che si creano dai pensionamenti delle educatrici e delle insegnanti.”

“Il Ministro Brunetta si renda conto che il rinnovo della Pubblica Amministrazione non avviene solo con l’indizione di nuovi concorsi ma , soprattutto, con la valorizzazione di tutte quelle professionalità esistenti che per anni hanno lavorato e si sono formate nei servizi pubblici”, conclude la sindacalista.

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