Non sono bastati dieci anni a mettere in sicurezza gli impianti di Malagrotta, quelli dismessi e quelli ancora attivi. Zingaretti dopo la chiusura della discarica, non ha poi fatto nulla per predisporre un  progetto di rinnovamento del ciclo dei rifiuti. Il governatore del Lazio ha continuato ad anteporre convenienze politiche alla risoluzione dell’emergenza rifiuti. Gli impianti sono stati sottoposti ad uno stress eccezionale perché le amministrazioni Marino e Raggi prima, Gualtieri poi, con la colpevole collaborazione della Regione Lazio, non  hanno trovato sbocchi per i rifiuti, con la differenziata di Roma ferma, anzi in diminuzione, nessuna politica di riciclo di plastica e altri materiali, ingenti quantità di rifiuti tal quale sono stati pericolosamente ammassati negli impianti. Nonostante l’incendio del Tmb Salario nel 2018, i continui problemi derivanti da quello sovraccarico di Rocca Cencia, le sempre più frequenti manutenzioni che non risolvono i problemi, sembra non ci siano stati controlli nel TMB di Malagrotta, che pure dal 2018 era sotto gestione commissariale. Ancora una volta l’ambiente e i residenti  della Valle Galeria sono stati esposti ad un grave danno ambientale che avrà ricadute sulla città intera, sulla produzione agricola, sull’allevamento del bestiame. Ai danni alla salute pubblica per tutti gli abitanti nel raggio di sei chilometri dall’incendio si aggiungono, ingenti spese per sostituire i filtri dell’aria condizionata, gettare i prodotti  dell’orto,  le chiusure di centri estivi e sportivi”.

Così in un comunicato Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

 

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