La Fp CGIL, insieme a Cisl Fp e Uil PA, ha richiesto la revoca del Decreto 72, con cui il MiBACT, senza alcun confronto, ha disposto la redistribuzione degli spazi oggi assegnati ad alcuni Istituti che hanno sede a Roma.

“L’urgenza e la modalità della disposizione – si legge nella nota – sembra non tenere conto della necessità di garantire la continuità dei servizi, essenziale soprattutto per i cittadini, e la notizia degli spostamenti sta generando confusione e preoccupazione tra i lavoratori”.

“Gli uffici –
precisa la Fp Cgil di Roma e Lazio – non sono solo postazioni di lavoro: alcune stanze coinvolte negli spostamenti custodiscono archivi cartacei o informatizzati, oppure si tratta di spazi adibiti alla didattica, come la Biblioteca ‘Venturi’ della Scuola di alta formazione dell’ICR. Specialisti e allievi della Scuola la frequentano regolarmente: si rischia l’interruzione di un servizio pubblico”.

“Nei giorni scorsi – continua il Sindacato – avevamo già denunciato come la riduzione degli spazi dell’Istituto del Catalogo unico, da cui viene gestito l’intero sistema bibliotecario nazionale, insieme al mancato potenziamento del personale, fosse l’ennesimo atto di un disinvestimento nel patrimonio librario a favore di attività più redditizie nel sistema museale. Anche qui non solo uffici: si pone il problema di movimentare 611 metri lineari di archivi, repertori e strumentazione informatica, nonché dello smantellamento di una sala dedicata all’elearning. A questo si aggiunge un intervento massivo sugli uffici che hanno sede nel complesso del San Michele e, in particolare, l’inadeguata dislocazione del personale della nuova DG ‘Creatività Contemporanea’: gli spazi potrebbero ospitare solo le circa 20 unità di personale oggi in servizio che non possono essere in alcun caso bastevoli per la missione istituzionale assegnata a questa Direzione”.

“Il decreto va fermato, e, per l’impatto su lavoro e servizi, è fondamentale un confronto con le organizzazioni sindacali: attiveremo altrimenti tutte le necessarie iniziative di denuncia e mobilitazione dei lavoratori”, conclude la Fp Cgil di Roma e Lazio.

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