“Nella Pa 52mila assunzioni Vince la scuola con il 60%”, titola stamattina Il Sole 24 Ore. Ai 25mila prof di sostegno si sommano 4.500 bidelli e 2mila tra maestre e assistenti tecnici. La sanità incassa la proroga per 37mila contratti a tempo determinato anti-Covid.

“(…) In totale la legge di bilancio per il 2021 prevede 52.121 nuovi ingressi nelle Pa centrali e locali svincolati (e aggiuntivi) rispetto al turnover ordinario – si legge sul quotidiano economico –. In gran parte dei casi attingengendo a un fondo ad hoc da 35 milioni che salirà gradatamente fino ai 315, a regime, del 2033. Il primato, come detto, va all’istruzione, con oltre 31mila immissioni e stabilizzazioni in rampa di lancio. Il contingente (25mila) più ampio riguarda gli insegnanti di sostegno. Grazie a un finanziamento specifico che parte da 60 milioni l’anno prossimo e sale via via fino a superare il miliardo nel 2028, tra costi delle 25mila immissioni in ruolo e attribuzione della card formazione da 500 euro a ognuno dei neoassunti. Non tutti avranno una cattedra però già a settembre. Nel 2021/22 ne entreranno in ruolo solo 5mila; altri 11mila nel 2022/23 e gli ultimi 9mila nel 2023/24 (…) su 172mila posti complessivi incluse le deroghe al 22 ottobre ne risultavano assegnati 152mila. In ballo a quella data, dunque, ce ne sarebbero ancora 20mila e la situazione attuale potrebbe non essere molto diversa vista l’atavica carenza di prof per l’assistenza agli studenti con disabilità. Completano il conto delle assunzioni nella scuola i 1.000 assistenti di laboratorio attesi alla primaria e alle medie, le 1.000 maestre d’asilo e i 4.530 ex Lsu che verranno adesso stabilizzati come collaboratori scolastici. (…)”.

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