“Nuova Sabatini, riparte la corsa”, si legge stamane su Italia Oggi. Il 7 febbraio 2019 è la data «X» per l’agevolazione a sostegno dell’acquisto di nuovi beni produttivi comunemente nota come «Sabatini». Il rifinanziamento operato con la legge di Bilancio per il 2019 diventa finalmente operativo, consentendo sia la presentazione di nuove domande ma anche il finanziamento di quelle rimaste all’asciutto a seguito dell’esaurimento di fondi comunicato ai primi di dicembre 2018.
Il quotidiano riporta le spese non finanziabili

Non sono ammissibili alla Sabatini:
• i beni non ad uso produttivo;
• i beni di mera sostituzione di beni già esistenti in azienda;
• i beni non nuovi di fabbrica (beni usati e beni rigenerati);
• i beni non correlati all’attività dell’impresa, così come risultante dall’oggetto sociale;
• i beni che, presi singolarmente o nel loro insieme, non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale, fatti salvi i beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, introducendo una nuova funzionalità;
• i terreni;
• i fabbricati, inclusi porte, finestre, altri infissi, pareti divisorie, coperture, pitture, finiture e altre opere murarie di qualsiasi genere;
• le scorte di materie prime e semilavorati di qualsiasi genere;
• i servizi e le consulenze di qualsiasi genere;
• qualsiasi spesa relativa a commesse interne all’azienda;
• i materiali di consumo;
• le spese di funzionamento;
• le spese per imposte e tasse di qualsiasi genere;
• le spese relative alla stipula del contratto di finanziamento o di leasing;
• le spese legali di qualsiasi genere;
• le spese relative a utenze di qualsiasi genere, ivi compresa la fornitura di energia elettrica, gas, etc.;
• le spese per pubblicità e le promozioni di qualsiasi genere.

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