Spam, il Festival dell’Architettura della Capitale promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, “è un evento fortemente voluto perché crediamo che, in un momento critico come questo, non si debba lasciare nessuno da solo, ma far sentire con più forza la presenza dell’Ordine” spiega Christian Rocchi, vice Presidente Oar.

“Il Covid – aggiunge Rocchi – ha evidenziato ciò che diciamo da quando questo Consiglio si è insediato, ovvero che l’economia liberista ha profondamente cambiato la nostra professione, facendo emergere uno scollamento tra il settore economico e il ruolo sociale che siamo chiamati a svolgere. Su queste basi fragili, la pandemia si è avventata come una tempesta improvvisa, mortificando alcuni settori economici tradizionali (a partire dal turismo, con ricadute sull’hôtellerie e sugli spazi del food&beverage) e scombinando persino il concetto di abitare in nome di uno smartworking che ti permette di lavorare in ogni luogo e in ogni tempo, dove lo spazio abitativo si dilata”.

“Su questa situazione liquida – prosegue il Vicepresidente degli architetti romani – abbiamo aggiunto anche del nostro: il DL Semplificazioni, per esempio. Molto abbiamo detto sull’art. 10, anche con comunicati congiunti con altri Ordini di Città Metropolitane, facendo capire che le ultime quattro righe rendono il sistema più rigido, quando invece si ha bisogno di una struttura più che elastica. A partire dalla scorsa primavera, molte società di gestione del risparmio ad esempio avevano catalizzato gli interessi dei fondi di investimento su Roma, considerando che Milano si va via via saturando. Ma l’articolo 10 ha fatto sì che si sia velocemente spento l’interesse. Non solo, un piano di recupero ha un orizzonte troppo ampio per essere appetibile: si parla di 10 anni. C’è bisogno di nuovo equilibrio su cui basare una nuova economia”.

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