“La sentenza sulla sparatoria tra clan rivali avvenuta il 15 luglio 2013 a Ostia rappresenta un bel giorno per chi crede nella giustizia e nella legalità ma soprattutto per Federica Angeli, a cui riconfermiamo la nostra solidarietà. La testimonianza di Federica Angeli testimone oculare di quella sparatoria è stata decisiva ai fini delle condanne inflitte, tra cui spiccano quelle agli esponenti del clan Spada. La cronista di Repubblica sta pagando un prezzo altissimo, perché proprio per quella testimonianza da sette anni vive sotto scorta a causa delle minacce e delle intimidazioni provenienti da esponenti del clan Spada. Le mafie  non possono tollerare il diritto di cronaca e la libertà di informazione, cosi come non possono permettersi il risveglio della società civile amplificato in questo caso dalla decisione di Federica di denunciare un episodio delittuoso di cui è stata testimone. La fiducia nello Stato grazie all’azione della Procura di Roma e delle Forze di Polizia finalmente viene accompagnato da una consapevolezza del ruolo che il protagonismo dei cittadini  può avere nel contrasto alle mafie”.

Così in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

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