“Pa, concorsi unici per tutti”, titola stamani Il Sole 24 Ore.  Dal 1° luglio le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni passeranno dai concorsi gestiti sul portale InPa, il «linkedin italiano» avviato lo scorso anno dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta che ora diventa la via maestra per entrare negli organici pubblici – si legge sul quotidiano economico -: da luglio partiranno le Pa centrali, e da novembre le porte si apriranno a Regioni ed enti locali con modalità che saranno definite in accordo con la Conferenza Unificata.

Su quella via telematica correranno i concorsi riformati a regime, che dopo il primo modulo per i dirigenti inserito nel decreto sul «reclutamento» (Dl 80/2021) ora cambiano pelle anche per il personale non dirigente.

Le selezioni si baseranno su almeno una prova scritta e un orale «comprendente l’accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera»; e punteranno a valutare «l’insieme delle conoscenze e delle capacità tecniche e/o comportamentali e/o manageriali» in un’ottica che prova ancora una volta ad archiviare la vecchia impostazione teorico-formalistica delle selezioni nel nome dell’«assessment».

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