“Nell’incontro odierno con il ministro Brunetta, l’Unione Sindacale di Base ha portato al tavolo una serie di proposte e di richieste sulla Pubblica Amministrazione, così sintetizzate in dieci punti:

rivedere i comparti di contrattazione, in particolare con lo spacchettamento della Ricerca da Scuola e Università;
ritorno del Servizio Sanitario sotto il pieno controllo dello Stato, così come la produzione e la distribuzione dei vaccini;
revoca delle penalizzazioni in materia di malattia;
riconoscimento di competenze e professionalità acquisite a prescindere dal titolo di studio, revisione degli ordinamenti professionali per una PA moderna;
piano assunzioni straordinario per 500mila nuovi assunti a tempo indeterminato, con svecchiamento della PA senza penalizzazioni;
reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione dei precari;
accordo quadro sullo smart working, con risarcimento dei costi a carico dei lavoratori;
digitalizzazione con riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
maggiori stanziamenti per il rinnovo dei contratti;
sospensione della valutazione per 2020 e 2021.

In premessa USB ha vigorosamente protestato per l’incontro separato di Brunetta con Cgil Cisl Uil, nei fatti una modifica surrettizia della legge sulla rappresentanza sindacale. “L’inizio non è stato dei migliori – ha detto Paolo Leonardi a nome di USB – Nel confronto sulla PA vanno seguite le regole democratiche della rappresentanza”.

USB ha anche chiesto un intervento del governo a garanzia del diritto di sciopero, per fermare la deriva della Commissione di Garanzia, “divenuta un tribunale che impedisce l’esercizio di un diritto democratico”.

E’ quanto si legge nella nota diramata dall’Unione Sindacale di Base

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