“Il Decreto Legge Rilancio amplia le precedenti indennità previste dal Cura Italia, introducendone nuove tra cui quella per le lavoratrici e lavoratori domestici come colf e badanti. Stiamo parlando di una misura che le organizzazioni sindacali hanno richiesto al Governo con insistenza, perché questa categoria di lavoratori era rimasta esclusa dalla cassa integrazione in deroga, pur restando come tanti altri uomini e donne senza reddito a causa del lockdown e del distanziamento sociale”.  Lo fanno sapere in una nota congiunta Alberto Paolucci, Segretario Uil Rieti e Sabina Romana, e Pietro Feliciangeli, Segretario della Uiltucs di Rieti.

“Colf e badanti del nostro territorio – spiegano Paolucci e Feliciangeli – potranno adesso usufruire di un importo di 500 euro per i mesi di aprile e maggio, mille euro in totale. E’ chiaro che tra i requisiti necessari per ottenere questo ammortizzatore sociale va dimostrato che il rapporto di lavoro era in essere al 23 febbraio scorso e dovrà risultare inoltre dall’iscrizione nella gestione dei lavoratori domestici dell’Inps. L‘orario settimanale dell’unico rapporto di lavoro o la somma dell’orario dei vari rapporti, dovrà inoltre avere una durata superiore alle dieci ore. E infine la lavoratrice o il lavoratore non dovrà risultare convivente con i datori di lavoro“.

“Questo sostegno al reddito – proseguono i sindacalisti – non potrà essere cumulato con i precedenti (lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, del settore agricolo oppure degli autonomi e degli intermittenti). E soprattutto non può aggiungersi al Reddito di Emergenza o a quello di Cittadinanza”.

“L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha già emanato la circolare esplicativa – concludono Paolucci e Feliciangeli – Le prime domande sono già state inoltrate. La richiesta si può fare sia sul sito dell’Istituto nazionale di previdenza sociale oppure avvalendosi dei nostri uffici dell’ItalUil, che infatti stanno già offrendo assistenza alle donne e agli uomini interessati da questa nuova misura che dà una boccata di ossigeno a chi quotidianamente si prende cura dei bambini, degli anziani e dei disabili del nostro territorio”.

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