“Vedere a Roma scene che si ripetono ormai da anni e ogni volta tornano ai nostri occhi, fa male a chi ama questa città, camion con le gru “denominati casse ragno” dell’Ama o appaltanti che raccolgono enormi cumuli di rifiuti nelle strade e intorno ai cassonetti. Il sistema del ciclo dei rifiuti è debole nonostante Ama abbia messo in campo tutte le forze necessarie e gli operai hanno sempre dato il massimo anche in situazioni non previste. A mancare è il solito problema , oggi diventato un enorme macigno sulla testa di noi romani per costi e servizi, ossia l’assenza degli impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti. Nonostante il piano dei rifiuti 2019-2025 approvato della Regione Lazio e presentato dall’assessore  Massimiliano Valeriani che metteva a disposizione una somma economica per investire sugli impianti, il comune di Roma non ha approfittato dell’opportunità. Questo ha fatto si che la raccolta dei rifiuti non è continua, che la differenziata è ferma sotto il 46% , quando secondo la Raggi nel 2021 saremmo dovuti essere al 70%. Oggi che siamo a metà del 2021 abbiamo strade invase di rifiuti, operatori stremati e un serio rischio sanitario, come già annunciato dell’ordine dei medici e dall’assessore della Regione Lazio D’amato. All’orizzonte “non si vede luce”, degli impianti non c’è strategia territoriale e il servizio è in crisi profonda. Serve una politica diversa, di investimento e di una grande realtà aziendale futuristica. La Raggi non ha dato quel cambiamento che tutti si aspettavano, la paura di fare e l’incapacità di alcuni amministratori oggi fanno ritrovare Roma come non la vorremmo vedere”.
Così in una nota Flavio Vocaturo e Andrea Firotto del PD Ama.

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