“Ci dispiace che ancora una volta leggiamo notizie che colpiscono la classe operaia, facendo finta di non vedere e non sapere qual è il reale problema aziendale. Non servono ne agenti 007 e ne investigatori, basta solo ascoltare e leggere le denunce fatte dagli operai e dagli organi competenti in materi quali RLSSA e organizzazioni sindacali per capire come risolvere i problemi. Vorremmo ricordare che un operaio che presta la sua attività lavorativa sotto le intemperie non è paragonabile ad un impiegato che presta la sua attività lavorativa dietro una scrivania, chiaramente l’operaio è soggetto sicuramente ad ammalarsi molte più volte rispetto all’altro. Il problema del materiale in terra vicino ai cassonetti, non è sempre dovuto al fatto che gli operai non lavorano come qualcuno racconta, ma bensì va fatta una campagna di sensibilizzazione per conferire al meglio i rifiuti nei cassonetti da parte degli utenti e non per terra come spesso accade anche perchè l’operaio di Ama spa, è un’operatore ecologico e non uno schiavo. Quindi i soldi dovrebbero essere spesi per sensibilizzare e non per investigare. Per controllare la malattia c’è l’INPS . Molto spesso assistiamo a scene dove le persone lanciano dai finestrini delle automobili di tutto, dalle cicche ai pacchetti di sigarette, dalla cartaccia ai fazzoletti, spesso vediamo rifiuti di ogni tipo a terra, dai sacchi pesanti alle lavatrici, dai materassi ai mobili, ecc.. Noi pensiamo che sia arrivato il tempo di investire soldi su un progetto che possa portare un risultato positivo anzichè continuare a gettarli via inutilmente”.
Così in una nota Flavio Vocaturo, Gianluca Mortaroli e Andrea Firotto del PD Ama.

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