“Pensioni, spunta quota 100 penalizzata con tagli agli assegni”, titola stamattina Il Sole 24 Ore. Cantiere previdenza. Possibili tagli del 2,8-3% per ogni anno di anticipo. Martedì l’incontro con i sindacati per evitare lo scalone.

A pagina 8: “Ipotesi quota 100 (o meno) ma con più tagli alla pensione”. Governo-sindacati. Martedì riparte il confronto, l’esecutivo lavora a proposte per evitare lo scalone e tornare alla flessibilità a fine 2021: possibile penalizzazione del 2,8-3% per ogni anno di anticipo.

Al tavolo – si legge sul quotidiano economico –  potrebbe essere calata subito una proposta che sembra non dispiacere troppo al ministero del Lavoro: l’introduzione di un meccanismo flessibile per consentire le uscite a partire da 62, o 63, anni di età anagrafica e un’anzianità contributiva minima di 38 anni, o forse anche 36, prevedendo una penalizzazione, con l’aggancio pieno al sistema contributivo puro, sotto forma di riduzione del trattamento del 2,8-3% per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia del pensionamento di vecchiaia (67 anni). Meccanismo che potrebbe diventare anche uno degli strumenti da utilizzare insieme agli ammortizzatori per gestire le crisi aziendali dei prossimi mesi, soprattutto dopo che sarà stato spento l’attuale semaforo rosso ai licenziamenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here