“Siamo costretti ad affrontare l’emergenza sanitaria della peste suina perché per irresponsabilità è mancata l’azione di prevenzione, come abbiamo ripetutamente denunciato nelle sedi istituzionali, di fronte alla moltiplicazione dei cinghiali che invadono la città e le zone di campagna presenti a ridosso dei centri abitati, a nord come a sud della Capitale”. 

Lo ha dichiarato in una nota Davide Bordoni, Responsabile Attività produttive della Lega a Roma.

“Ora però sono le aziende del territorio a pagarne il prezzo più alto a seguito di un ingente danno economico. La Regione Lazio ha sì emanato delle ordinanze in tema di contenimento e prevenzione della diffusione del virus della peste suina ma tali provvedimenti penalizzano le aziende agricole, non solo quelli ricadenti nella zona rossa, nell’attività di stoccaggio della paglia e del fieno e della loro movimentazione commerciale. Considerate le attuali difficoltà economiche ci chiediamo quali interventi stia mettendo in campo Roma Capitale per le necessarie e tempestive misure di prevenzione e aiuto alle imprese. Per questo abbiamo presentato una interrogazione a firma della consigliera capitolina Simonetta Matone evidenziando la necessità che Roma Capitale istituisca un canale di contatto a supporto delle aziende ricomprese nel territorio capitolino. E in particolar modo per conoscere se, Roma Capitale, sia intenzionata ad avviare un percorso con la Regione Lazio al fine di individuare forme di risarcimento per i produttori a causa dei mancati incassi dei prodotti invenduti. Inoltre, come Lega Salvini Premier, abbiamo chiesto di capire se vi possano essere margini di intervento per garantire nuovamente la movimentazione della paglia e del fieno per le Aziende non ricadenti nella zona rossa a fronte di costi di stoccaggio non più sostenibili”, conclude Bordoni.

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