Il Partito della Rifondazione Comunista sostiene la campagna “Riconquistiamo il diritto alla salute (per una sanità pubblica, universale, laica, gratuita)” e invita lavoratori e cittadini a partecipare al presidio, promosso da diverse realtà politiche, che si terrà a Roma il 3 Settembre, ore 17, in Piazza Montecitorio.

“L’emergenza Covid ha messo chiaramente in evidenza come la Sanità Pubblica sia stato l’unico baluardo contro la pandemia, malgrado molte criticità frutto di decenni di scelte scellerate fatte dai governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici, che hanno privilegiato mercato ed il cosiddetto risparmio che in realtà non è stato altro che una progressiva dismissione di ospedali, posti letto, servizi territoriali e personali che poi sono stati forniti accreditando strutture della sanità privata – si legge nella nota di Rifondazione Comunista Regionale Lazio -. Quelle stesse strutture che nel periodo più buio del lockdown, mentre la sanità pubblica curava e salvava erano, con le Residenze Sanitarie Assistenziali, luoghi di infezione. Quelle stesse strutture che, malgrado forniscano servizi che in gran parte sono pagati con soldi pubblici, oggi rifiutano di riconoscere la dignità dei propri lavorator* firmando un contratto che dopo 14 anni adegui i salari.

Malgrado i pessimi risultati e in continuità con le politiche precedenti, il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, inaugura il campus bio medico di Trigoria, una struttura sanitaria privata di proprietà dell’Opus Dei. Continuando a sottrarre importanti risorse economiche al funzionamento della sanità pubblica.

E’ necessario invertire la rotta ed avviare una stagione di investimenti nella Sanità Pubblica, ripristinando strutture, assumendo personale, ampliando la disponibilità di servizi territoriali e alla persona. Per questo invitiamo lavoratori e di cittadini a sottoscrivere la petizione “Riconquistiamo il diritto alla salute” sulla piattaforma Change.org/riconquistiamo-salute.

La salute non è merce, ma un diritto, per tutte e tutti!”, conclude la nota firmata da  Rifondazione Comunista Regionale Lazio

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