“Una proroga di due mesi e la promessa di un provvedimento normativo che avrebbe dovuto contribuire a superare la condizione di precariato che, per le lavoratrici e i lavoratori di AGENAS, dura da oltre un decennio. Promessa disattesa dai vertici dell’Agenzia, che ha portato i 70 precari, in scadenza di contratto al 31 dicembre, a manifestare lo scorso 10 dicembre al Ministero della Salute.

Ad oggi non sono arrivati riscontri concreti a quanto richiesto nell’incontro, avvenuto a margine del presidio, sull’appoggio del Ministro Speranza all’emendamento che propone la stabilizzazione del personale precario di AGENAS” dichiarano Paolo Terrasi, Sandro De Paolis e Angelo Angritti, responsabili di FP CGIL Roma e Lazio, CISL FP Lazio e UIL FPI Roma e Lazio.

“Oltretutto, l’Agenzia continua a sottoscrivere contratti di collaborazione e consulenza e, come già denunciato, porta avanti una selezione pubblica per la formazione di graduatorie per diversi profili (cat. C e D, escludendo la B) da utilizzare per l’assunzione a tempo determinato di nuovo personale, senza tenere conto delle professionalità che già operano in Agenas e che tra pochi giorni rischiano il posto di lavoro”, proseguono.

“Denunciamo insieme ai lavoratori l’inerzia del DG Mantoan e la disattenzione sin qui mostrata dal Ministro Speranza rispetto a questa situazione paradossale: in piena emergenza, 70 lavoratori formati ed esperti in materia sanitaria resterebbero a casa, quando su ogni competenza e profilo si è dimostrata l’assoluta necessità di assumere e salvaguardare le professionalità esistenti, garantendo loro un futuro stabile che ponga fine a anni di precariato. Ricordiamo che le attività istituzionali, nonché gli ulteriori compiti che sono stati assegnati all’Agenzia dai provvedimenti che si sono succeduti negli anni, sono stati portati avanti anche grazie al lavoro di queste 70 persone e sono ora ancor più necessarie per la gestione dell’emergenza pandemica e il raccordo tra stato e regioni”, continuano Terrasi, De Paolis e Angritti.

“Ribadiamo l’assoluta necessità di un intervento diretto dei vertici del Ministero al fine di blindare l’emendamento, cui il Ministero della PA parrebbe opporsi, non ritenendo necessario un ulteriore ampliamento della dotazione organica di AGENAS, rispetto a quanto già previsto con il DL 104/2020. Quell’ampliamento, tuttavia, non consente di ricoprire i ruoli del personale precario, che chiede a gran voce stabilizzazione e riconoscimento delle proprie competenze”.

“Continueremo a sostenere in ogni modo questi lavoratori e a portare avanti la mobilitazione: per il rispetto delle professionalità e degli anni di servizio prestati, per garantire la qualità del servizio pubblico attraverso la stabilizzazione di risorse già formate, per i diritti dei lavoratori”, concludono Cgil Cisl e Uil.

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